Padova, Salvini contro la Camera arbitrale islamica e segnala il caso ai ministri
A Padova la Camera Arbitrale Islamica Italiana finisce nel confronto politico. Matteo Salvini segnala il caso ai ministri competenti, mentre Anna Maria Cisint scrive alla Procura e chiede verifiche sull’uso della sharia negli arbitrati.
La vicenda riguarda la Camera Arbitrale Islamica Italiana, associazione costituita a Padova il 3 marzo 2026 con l’obiettivo dichiarato di promuovere l’arbitrato per la risoluzione delle controversie nella comunità islamica. Il suo regolamento definisce l’organo chiamato a decidere le controversie come “Tribunale Sciaraitico” e prevede il richiamo ai principi della sharia, facendo comunque salve le norme inderogabili applicabili al procedimento.
Sul caso è intervenuto Matteo Salvini. Il vicepremier e leader della Lega ha ribadito che in Italia non possono esistere tribunali religiosi o ordinamenti paralleli alle leggi dello Stato. Salvini ha inoltre comunicato di aver portato la questione all’attenzione dei ministri competenti e ha annunciato una prossima visita a Padova.
Anche Anna Maria Cisint, eurodeputata della Lega nel gruppo Patrioti per l’Europa, ha interessato la Procura di Padova. L’esponente leghista chiede che venga verificata l’attività della Camera arbitrale e, in particolare, la compatibilità con l’ordinamento italiano delle regole adottate per affrontare controversie facendo riferimento ai precetti islamici.
La questione è arrivata anche nel dibattito al Parlamento europeo. Cisint ha collegato il caso alla discussione promossa dai Patrioti per l’Europa sulle organizzazioni legate all’islam politico. Una proposta sostenuta, tra gli altri, da Susanna Ceccardi punta a chiedere iniziative europee nei confronti della rete dei Fratelli musulmani e delle organizzazioni considerate affiliate.
Cisint sostiene che il fenomeno debba essere affrontato anche alla luce delle analisi svolte in diversi Paesi europei sulle reti islamiste. Nel suo intervento del 7 ottobre ha richiamato inoltre l’attacco compiuto da Hamas nel 2023 e la storica battaglia di Lepanto del 1571, sollecitando una presa di posizione delle forze politiche sul rapporto tra islam politico e istituzioni europee.
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