Nato-Russia, Rutte rilancia il sostegno a Kiev mentre Putin avverte sull'escalation
Da Münster arriva un messaggio di continuità sul sostegno a Kiev mentre cresce la tensione con Mosca. Rutte accusa Putin di non aver raggiunto i suoi obiettivi in Ucraina, il Cremlino replica con nuovi avvertimenti sulla sicurezza russa.
Il confronto tra Nato e Russia torna a irrigidirsi sullo sfondo della guerra in Ucraina e delle crescenti tensioni sul fianco orientale dell’Alleanza. A Münster, in Germania, il segretario generale Mark Rutte ha ribadito che il sostegno occidentale a Kiev proseguirà e ha accusato Vladimir Putin di non essere riuscito a ottenere i risultati sperati sul campo né a intimidire i Paesi alleati.
Rutte è intervenuto il 1° ottobre accanto al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro olandese Rob Jetten. Secondo il segretario generale, la Russia continua a sostenere costi umani molto elevati per il conflitto, con decine di migliaia di soldati uccisi o gravemente feriti ogni mese, mentre Mosca non mostra segnali di voler interrompere le operazioni militari.
Il vertice della Nato ha inoltre richiamato l’attenzione sulle attività ostili attribuite alla Russia in Europa, citando violazioni dello spazio aereo, sabotaggi, incendi dolosi e altri episodi di natura ibrida. Pur precisando che non viene considerato imminente un attacco militare diretto contro il territorio dell’Alleanza, Rutte ha invitato governi, società e settore industriale a mantenere un elevato livello di vigilanza.
Un altro punto riguarda la capacità produttiva e militare dei Paesi alleati. Rutte ha indicato nella cooperazione tra Germania e Paesi Bassi un esempio del rafforzamento della difesa europea, ricordando la necessità di aumentare gli investimenti e di rendere più resistente l’industria del settore davanti a possibili minacce future.
La replica di Mosca è arrivata poche ore dopo attraverso l’intervento di Vladimir Putin al Valdai Forum. Il presidente russo ha nuovamente accusato la Nato di contribuire all’aumento delle tensioni e ha sostenuto che la Russia non abbia intenzione di attaccare i Paesi dell’Alleanza, né nei prossimi anni né in una prospettiva più lontana.
Putin ha però rivolto un avvertimento specifico sulle iniziative occidentali nell’area del Baltico e attorno a Kaliningrad, l’exclave russa tra Polonia e Lituania. A suo giudizio, esercitazioni militari, eventuali tentativi di bloccare collegamenti o interventi contro navi russe potrebbero essere interpretati da Mosca come un’ulteriore escalation.
Il presidente russo ha aggiunto che, in caso di attacco diretto contro il territorio della Federazione, Mosca sarebbe pronta a utilizzare tutti i mezzi a propria disposizione. Le dichiarazioni si inseriscono in una fase già caratterizzata da un duro scambio di accuse tra Russia e Nato, con l’Alleanza che respinge la retorica nucleare di Mosca e ribadisce la propria natura difensiva.
Restano così contrapposte due linee senza segnali immediati di avvicinamento. La Nato conferma la prosecuzione degli aiuti all’Ucraina e il rafforzamento della deterrenza, mentre il Cremlino attribuisce all’espansione e alle attività militari occidentali una parte centrale delle responsabilità per l’attuale livello di tensione.
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