Ucraina-Russia, il Cremlino rilancia la sfida mentre Putin apre ai negoziati con l'Europa

Putin parla di una possibile fine del conflitto in Ucraina, mentre il Cremlino rilancia la linea dura. Zelensky apre a un incontro diretto con il presidente russo, ma esclude Mosca come sede dei negoziati.

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Il Cremlino torna a usare toni duri sulla guerra in Ucraina. Il portavoce Dmitry Peskov, citato dall’agenzia russa Tass, ha definito il conflitto “la nostra guerra”, assicurando che Mosca porterà avanti le operazioni fino alla vittoria. Le sue dichiarazioni arrivano a oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su larga scala del territorio ucraino.

Le parole di Peskov seguono quelle pronunciate da Vladimir Putin durante una conferenza stampa organizzata nel Giorno della Vittoria, nel primo dei tre giorni di tregua annunciati dagli Stati Uniti. Il presidente russo ha sostenuto che il conflitto “sta volgendo al termine”, lasciando intendere la possibilità di una nuova fase diplomatica dopo mesi segnati da bombardamenti e tensioni internazionali.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Putin ha dichiarato di essere disponibile ad avviare contatti con l’Unione Europea attraverso un interlocutore che non abbia assunto posizioni apertamente ostili verso la Russia. Tra i nomi indicati dal leader del Cremlino è comparso quello dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, considerato da Mosca una figura adatta a facilitare eventuali trattative.

Da Bruxelles, il presidente del Consiglio europeo António Costa aveva confermato nei giorni scorsi che l’Unione Europea sta valutando possibili scenari negoziali sul conflitto ucraino. L’obiettivo sarebbe individuare modalità e interlocutori utili per un eventuale dialogo diplomatico con Mosca.

Intanto il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha annunciato che gli inviati del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, potrebbero arrivare presto a Mosca per proseguire i contatti avviati nelle ultime settimane. Ushakov ha spiegato che il dialogo con gli emissari americani continuerà anche nei prossimi mesi.

Dal lato ucraino, il consigliere presidenziale Serhiy Leshchenko ha ribadito la disponibilità di Volodymyr Zelensky a incontrare direttamente Putin, ma non nella capitale russa. Secondo Kiev, Mosca non può essere considerata una sede neutrale per eventuali trattative.

Zelensky è pronto a incontrare Putin ovunque, ma non a Mosca”, ha dichiarato Leshchenko alla televisione ucraina, spiegando che il governo di Kiev ritiene impossibile organizzare negoziati nella capitale dello Stato che ha avviato l’invasione.

Negli ultimi mesi il presidente ucraino ha più volte confermato la volontà di un confronto diretto con il leader del Cremlino, indicando come possibili sedi alcuni Paesi europei, il Medio Oriente o gli Stati Uniti. In un’intervista rilasciata ad aprile alla Rai, Zelensky aveva detto di essere pronto a incontrare Putin “in qualsiasi luogo neutrale”, escludendo sia Mosca sia Kiev.

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