Trump valuta un'intesa con Mosca, prigionieri politici in cambio di sanzioni più leggere

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Washington valuta un’intesa con Mosca che legherebbe la liberazione di prigionieri politici a un alleggerimento delle sanzioni Usa. Il progetto, ancora preliminare, punta anche a riaprire spazi commerciali con la Russia.

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Il progetto sarebbe stato elaborato da John Coale, inviato speciale statunitense per la Bielorussia, e successivamente sottoposto a Donald Trump, che avrebbe dato il proprio assenso a proseguire il lavoro. L’iniziativa è ancora in una fase iniziale e non risulta definito un accordo con il Cremlino.

Lo schema prevede una contropartita precisa. Mosca dovrebbe liberare alcuni detenuti politici e Washington risponderebbe con un alleggerimento di determinate sanzioni economiche. L’obiettivo sarebbe quello di affiancare al negoziato sulla guerra in Ucraina un nuovo canale di dialogo tra Stati Uniti e Russia.

La strategia potrebbe inoltre aprire la strada a rapporti commerciali in settori come petrolio, diesel, terre rare e altre materie prime considerate strategiche. Un eventuale accordo segnerebbe un cambiamento rispetto alla linea seguita dagli Stati Uniti dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, caratterizzata da restrizioni economiche e finanziarie nei confronti di Mosca.

Il possibile allentamento delle sanzioni prima della fine della guerra rappresenta però uno dei punti più delicati dell’iniziativa. Ucraina e diversi governi europei hanno finora sostenuto la necessità di mantenere la pressione economica sulla Russia, mentre anche negli Stati Uniti una parte del Congresso ha appoggiato misure restrittive nei confronti di Mosca.

Coale starebbe cercando di applicare alla Russia un modello già sperimentato nei rapporti con la Bielorussia di Alexander Lukashenko. Nell’ultimo anno Minsk ha liberato centinaia di detenuti nell’ambito di colloqui con Washington, mentre gli Stati Uniti hanno ridotto alcune sanzioni e avviato trattative economiche riguardanti anche i sali di potassio.

Il coinvolgimento russo potrebbe estendersi proprio ai negoziati sulle forniture di potassio dalla Bielorussia. Coale ha confermato di aver lavorato alla nuova strategia e di considerare la liberazione dei prigionieri uno strumento utile per costruire ulteriori intese diplomatiche.

Per l’amministrazione Trump, una serie di liberazioni avrebbe anche un valore politico e umanitario. Resta però da verificare se Mosca accetterà il meccanismo proposto e quali sanzioni Washington sarebbe concretamente disposta ad allentare mentre il conflitto in Ucraina è ancora in corso.

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