Tedros avverte sulla prossima pandemia, l'Oms chiede di accelerare la preparazione globale
Tedros Adhanom Ghebreyesus avverte che una nuova pandemia arriverà prima o poi e chiede ai governi di accelerare la preparazione. L’attuale epidemia di Ebola in Congo mostra quanto rapidamente un focolaio possa superare i confini.
Il mondo dispone oggi di strumenti più solidi rispetto agli anni precedenti al Covid-19, ma non può considerarsi completamente preparato a una nuova emergenza sanitaria globale. È il messaggio lanciato dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante la riunione di alto livello dedicata alla prevenzione e alla risposta alle pandemie, organizzata il 25 settembre 2026 all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Secondo Tedros, una nuova pandemia non rappresenta un’eventualità remota. Il punto, ha spiegato, non è stabilire se si verificherà, ma quando. Per questo ha invitato i governi a proseguire rapidamente con le misure concordate a livello internazionale e a rafforzare sorveglianza, sistemi sanitari, capacità di risposta e accesso equo a vaccini, farmaci e strumenti diagnostici.
Uno dei passaggi più urgenti riguarda il completamento del sistema PABS previsto dall’accordo pandemico dell’Oms, destinato a disciplinare la condivisione dei patogeni con potenziale pandemico e dei benefici ottenuti dal loro utilizzo. I negoziati sull’allegato devono ancora essere conclusi e il testo è atteso all’esame dell’Assemblea mondiale della sanità.
Nel suo intervento, il direttore generale ha richiamato anche l’epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo. Al 23 settembre risultavano 7.890 casi confermati e 3.799 decessi, distribuiti in 63 zone sanitarie di sette province. La diffusione geografica ha aumentato anche il rischio di trasmissione oltre i confini congolesi.
Tedros ha precisato che l’Ebola appare comunque poco probabile come origine di una pandemia globale. Il focolaio viene però considerato un esempio concreto della rapidità con cui un’emergenza sanitaria può nascere in un’area circoscritta e trasformarsi in una minaccia per territori vicini.
La pandemia da Covid-19 resta il riferimento principale delle riforme avviate negli ultimi anni. Secondo l’Oms ha provocato oltre 20 milioni di morti in eccesso e perdite economiche superiori a 10 mila miliardi di dollari, mettendo in luce le debolezze dei sistemi di prevenzione e risposta internazionale.
Dopo quella crisi sono stati rafforzati gli strumenti per individuare più rapidamente nuovi focolai, coordinare le emergenze e migliorare la disponibilità di vaccini, terapie e test. Tra i progressi compiuti figurano l’accordo pandemico dell’Oms, le modifiche al Regolamento sanitario internazionale, il Fondo pandemico e le strutture dedicate alla raccolta e all’analisi delle informazioni sulle epidemie.
Per Ghebreyesus questi passi rappresentano una base più solida rispetto al periodo precedente al Covid-19, ma non consentono di considerare concluso il lavoro. Le minacce sanitarie continuano a cambiare e, secondo il direttore dell’Oms, anche i sistemi di prevenzione e risposta devono essere aggiornati continuamente.
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