Oms simula pandemia globale da batterio con Polaris II e testa la risposta sanitaria di 26 Paesi

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L’Oms ha simulato una pandemia batterica globale per testare la risposta dei Paesi e individuare criticità nei sistemi sanitari. L’esercitazione ha coinvolto centinaia di esperti e decine di Stati per due giorni di prove realistiche.

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Oms simula pandemia globale da batterio con Polaris II e testa la risposta sanitaria di 26 Paesi
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L’Organizzazione mondiale della sanità ha messo alla prova la capacità di risposta internazionale a una crisi sanitaria simulando la diffusione di un nuovo batterio su scala globale. L’esercitazione, chiamata Polaris II, si è svolta nell’arco di due giorni e ha coinvolto 26 Paesi e territori insieme a circa 600 specialisti del settore.

Lo scenario ipotizzato prevedeva la rapida espansione di un agente patogeno sconosciuto. I partecipanti hanno dovuto affrontare tutte le fasi dell’emergenza, dalla raccolta delle informazioni fino al coordinamento delle risorse e all’attivazione delle squadre operative. Ogni Stato ha lavorato come in una situazione reale, mettendo in campo i propri sistemi di gestione delle crisi.

L’iniziativa rientra nel programma HorizonX e rappresenta il seguito di una precedente esercitazione, Polaris I, dedicata a un virus immaginario. In questa nuova prova l’attenzione si è concentrata su un batterio, con l’obiettivo di verificare la tenuta dei meccanismi di collaborazione internazionale e lo scambio rapido di dati tra le autorità sanitarie.

Durante la simulazione sono stati utilizzati anche strumenti basati sull’intelligenza artificiale per migliorare la pianificazione e l’organizzazione del personale sanitario. Le attività hanno permesso di testare sul campo modelli già definiti dall’Oms, come il Global Health Emergency Corps, pensato per rafforzare la cooperazione tra Paesi e rendere più efficiente l’impiego delle risorse umane nelle emergenze.

Oltre agli Stati coinvolti, hanno partecipato più di 25 organizzazioni sanitarie internazionali e regionali, tra cui i Centri africani per il controllo delle malattie, la Federazione internazionale della Croce Rossa e Medici Senza Frontiere. Le operazioni hanno incluso anche il supporto tecnico coordinato e la condivisione di competenze tra diverse reti globali.

L’esercitazione ha evidenziato come la gestione di una crisi sanitaria richieda interventi rapidi e coordinati, con particolare attenzione alla comunicazione tra istituzioni e alla disponibilità di personale qualificato. Polaris II ha inoltre ampliato la partecipazione rispetto all’edizione precedente, includendo nuove reti di collaborazione tra Africa e area del Mediterraneo orientale.

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