Renzi avverte il centrosinistra, senza i riformisti si rischia di perdere
Matteo Renzi avverte il centrosinistra sul peso dei riformisti in vista delle prossime elezioni e lega il tema dei veti alle sconfitte già subite in alcune regioni. Poi attacca il governo sui carburanti e sulle accise.
Matteo Renzi torna a indicare il ruolo dei riformisti come uno dei passaggi decisivi nella costruzione dell'alleanza di centrosinistra per le prossime elezioni politiche. Ospite di Otto e mezzo su La7, il leader di Italia Viva ha sostenuto che eventuali esclusioni potrebbero compromettere il risultato della coalizione formata da Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
L'ex presidente del Consiglio ha spiegato che alle elezioni intende presentarsi con un simbolo riconducibile a Italia Viva e Casa riformista, rivendicandone idee e valori. Renzi ha quindi richiamato i precedenti della Liguria e della Basilicata per sostenere la sua tesi secondo cui porre un veto sulla componente riformista finirebbe per favorire una sconfitta del centrosinistra.
Nel corso dell'intervista Renzi ha commentato anche le elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria-Locri, vinte dal centrodestra. La consultazione ha registrato una partecipazione molto bassa e ha visto Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, correre separatamente dalla coalizione di governo, ottenendo circa l'11%.
Secondo Renzi, il dato raccolto da Futuro Nazionale in Calabria non sarebbe direttamente trasferibile sul piano nazionale. Il leader di Italia Viva ha ipotizzato per il partito di Vannacci un consenso del 4-5% alle politiche e ha sostenuto che una quota di queste dimensioni, se sottratta al centrodestra, potrebbe incidere sugli equilibri della maggioranza. Ha comunque riconosciuto il risultato ottenuto dai vincitori delle suppletive.
Renzi ha poi rilanciato la richiesta di anticipare il ritorno alle urne, affermando che la situazione del Paese sarebbe peggiorata rispetto a quattro anni fa. Ha ricordato che a maggio sono previste elezioni amministrative in numerose grandi città e ha proposto di far coincidere con quella tornata anche le politiche, anziché attendere novembre.
Un altro passaggio dell'intervista ha riguardato i prezzi dei carburanti. Dal 28 settembre Eni ha introdotto un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il diesel nelle proprie stazioni, mentre Ip ha avviato progressivamente una misura analoga sulla propria rete.
Renzi ha definito legittima la moral suasion esercitata dal governo sulle compagnie, ma ha contestato a Giorgia Meloni le promesse formulate in passato sulla riduzione delle accise. A suo giudizio, la politica fiscale sui carburanti avrebbe sottratto allo Stato risorse che avrebbero potuto essere destinate ad altre misure, citando come esempio l'eliminazione degli acconti per le partite Iva.
Sugli extraprofitti, infine, il leader di Italia Viva ha espresso una posizione critica sul principio stesso del prelievo, ricordando che il tema era già stato affrontato durante il governo Draghi. Renzi ha ribadito di preferire interventi fiscali definiti e direttamente applicati rispetto a misure basate su una nozione di extraprofitti che considera difficile da quantificare.
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