Renzi avverte il centrosinistra: senza i riformisti il campo largo rischia di fermarsi
Matteo Renzi rilancia il peso dei riformisti nel centrosinistra e avverte Pd, M5S e Avs che senza un’area moderata la coalizione rischia di fermarsi. Sul centrodestra indica invece Vannacci come fattore decisivo negli equilibri.
Per Matteo Renzi la partita delle prossime elezioni politiche passa dalla capacità del centrosinistra di allargare la propria coalizione oltre Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Ospite di Massimo Giletti a Lo stato delle cose su Rai3, il leader di Italia Viva ha sostenuto che l’attuale perimetro non sarebbe sufficiente per competere fino in fondo.
Renzi ha indicato direttamente Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, affermando che le forze guidate dai quattro leader arriverebbero complessivamente intorno al 40%. A suo giudizio, diventerebbe quindi determinante quel «2-3-4%» riconducibile all’area riformista e centrista.
Il ragionamento dell’ex presidente del Consiglio guarda però anche a quanto sta accadendo nel centrodestra. Secondo Renzi, la nascita di Futuro Nazionale e la crescita politica di Roberto Vannacci hanno modificato gli equilibri della coalizione che sostiene Giorgia Meloni, rendendo meno scontato uno scenario che in precedenza appariva più favorevole alla maggioranza.
Le rilevazioni delle ultime settimane hanno effettivamente mostrato una crescita di Futuro Nazionale, mentre Fratelli d’Italia resta il primo partito nelle intenzioni di voto. Per Renzi, la collocazione di Vannacci alle prossime politiche potrebbe diventare uno degli elementi più rilevanti nella costruzione delle alleanze del centrodestra.
Il leader di Italia Viva ritiene che Meloni si trovi davanti a una scelta delicata. Se Vannacci dovesse correre autonomamente, una parte dei consensi dell’area di destra potrebbe restare fuori dalla coalizione; un eventuale accordo, invece, porrebbe secondo Renzi un problema politico alla presidente del Consiglio. Si tratta della valutazione espressa dall’ex premier, non di un esito elettorale già determinato.
Sul fronte opposto Renzi continua a rivendicare uno spazio per Italia Viva e per le altre componenti riformiste. La sua posizione è che il centrosinistra possa diventare competitivo soltanto attraverso un’alleanza più ampia rispetto al nucleo formato da Pd, M5S e Avs.
Resta aperto anche il nodo della leadership. Renzi considera probabile il ricorso alle primarie per scegliere chi guiderà la coalizione, mentre individua nella politica estera uno dei temi sui quali le diverse forze dovranno trovare preventivamente una posizione condivisa.
Notizie correlate
Draghi avverte: senza federazione l'Europa rischia subordinazione e declino industriale L’Europa non può più contare sull’ordine globale che ha garantito sicurezza e commercio per decenni.