Renzi sceglie Schlein alle primarie, ma avverte il centrosinistra sul peso di Italia viva
Matteo Renzi indica Elly Schlein come sua scelta in un eventuale confronto alle primarie con Giuseppe Conte, ma pone una condizione politica per battere il centrodestra. Lo scontro con Chiara Appendino riapre il nodo dei veti nella coalizione.
Il sostegno a Elly Schlein nella corsa alla leadership del centrosinistra non significa un ingresso automatico di Italia viva nel campo largo. Matteo Renzi distingue nettamente le due questioni e rivendica per la propria formazione un ruolo decisivo nella costruzione di un'alleanza capace di competere con il centrodestra alle prossime elezioni politiche.
Intervenendo a margine della Festa dell'Ottimismo, organizzata dal quotidiano Il Foglio, l'ex presidente del Consiglio ha chiarito che l'attuale perimetro formato da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra non comprende Italia viva. Secondo la sua valutazione, le tre forze politiche, considerate insieme, non raggiungono il 40% dei consensi e non dispongono quindi di una base elettorale sufficiente per conquistare la maggioranza.
La proposta di Renzi è superare la formula del campo largo attraverso un centrosinistra che includa anche una componente riformista, centrista e garantista. Un'area che, a suo giudizio, Italia viva-Casa Riformista sarebbe in grado di rappresentare. Il messaggio agli altri partiti è che la partecipazione dei moderati potrebbe determinare l'esito della sfida elettorale.
Sulla scelta del candidato alla presidenza del Consiglio, Renzi considera probabile lo svolgimento delle primarie e ritiene che debbano essere gli elettori a individuare la figura destinata a guidare la coalizione. In un confronto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, la sua preferenza sarebbe per la segretaria del Pd, che voterebbe, ha dichiarato, «con due mani». Una decisione motivata dalla maggiore vicinanza politica rispetto al leader del Movimento 5 Stelle.
L'ex premier ha collegato la necessità di costruire un'alternativa di governo anche al giudizio sull'operato di Giorgia Meloni, accusata di avere mancato un'occasione storica per guidare il cambiamento europeo. Renzi considera un proprio dovere civile contribuire alla nascita di uno schieramento competitivo, purché le altre forze politiche intendano realmente perseguire questo obiettivo. In caso contrario, ha precisato, non vuole essere coinvolto nella responsabilità di un'eventuale sconfitta.
Le sue dichiarazioni arrivano mentre restano evidenti le distanze con una parte del Movimento 5 Stelle. Chiara Appendino ha ribadito la propria contrarietà a un'alleanza con il leader di Italia viva, sostenendo che la sua presenza rischierebbe di sottrarre più consensi di quanti potrebbe aggiungerne. Per l'esponente pentastellata, porre un veto può rappresentare una scelta necessaria per rendere credibile un progetto politico alternativo.
Renzi ha replicato richiamando la condanna definitiva di Appendino e affermando che Italia viva non candiderebbe persone nella sua situazione giudiziaria. L'ex presidente del Consiglio ha inoltre respinto le critiche ricevute, distinguendo il garantismo dall'accettazione di lezioni morali da parte di chi ha riportato una condanna passata in giudicato.
Lo scambio si è concluso con un ulteriore richiamo alla necessità di allargare la coalizione. Per Renzi, la possibilità di vincere le elezioni dipende dalla capacità di ottenere il sostegno degli elettori, non dai veti personali tra i rappresentanti delle diverse forze politiche.
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