Minori condannati, il ddl FdI lega alcuni sussidi comunali alla pena
Il ddl di Fratelli d’Italia lega alcuni aiuti comunali alla condanna dei minori. La misura riguarderebbe solo benefici non essenziali, con sospensioni future e una procedura che lascia ai Comuni il compito di applicarle caso per caso.
Una condanna penale a carico di un minorenne potrebbe avere conseguenze anche su alcuni benefici economici concessi dal Comune alla famiglia. È quanto prevede un disegno di legge presentato al Senato da Matteo Gelmetti, esponente di Fratelli d’Italia, che introduce nuove regole sulla responsabilizzazione dei genitori e sugli aiuti comunali nei casi di reati commessi da minori. Il provvedimento è stato depositato il 18 settembre 2026 ed è ancora in attesa di assegnazione alle commissioni.
Il meccanismo indicato nel testo non riguarda indistintamente tutte le forme di sostegno economico. La sospensione sarebbe limitata ai benefici comunali considerati non essenziali, come determinati contributi, agevolazioni tariffarie o altri vantaggi discrezionali che non servono a garantire diritti fondamentali e bisogni primari.
La misura scatterebbe quando il minore viene condannato, anche in primo grado, a una pena detentiva di almeno un anno. In quel caso il Comune potrebbe sospendere uno dei benefici riconosciuti ai genitori, a chi esercita la responsabilità genitoriale, ai tutori o agli affidatari. La durata prevista sarebbe collegata a quella della condanna.
L'applicazione non sarebbe però automatica rispetto a qualsiasi sostegno ricevuto dalla famiglia. Il Comune dovrebbe valutare la gravità del reato, la situazione personale ed economica dell'interessato e le possibili conseguenze sul minore. Resterebbero inoltre esclusi i benefici integralmente regolati o finanziati dallo Stato e dalle Regioni, salvo i casi in cui le norme consentano espressamente agli enti locali di introdurre requisiti aggiuntivi.
Il disegno di legge esclude anche il recupero delle somme già percepite legittimamente. L'eventuale sospensione opererebbe quindi sulle prestazioni future oppure al momento del rinnovo. Il testo vieta inoltre sanzioni collettive e preclusioni permanenti, escludendo automatismi che possano estendere la misura oltre i limiti fissati dalla legge.
Un'altra parte della proposta riguarda il percorso educativo della famiglia. Nell'ambito di un procedimento penale minorile, i servizi sociali territoriali potrebbero proporre un progetto individualizzato rivolto ai genitori o agli altri soggetti responsabili del ragazzo. Il percorso avrebbe una durata massima di dodici mesi, salvo proroghe motivate, e punterebbe a rafforzare la collaborazione tra famiglie, servizi e amministrazioni comunali.
Prima di sospendere un beneficio sarebbe previsto anche un contraddittorio. L'amministrazione dovrebbe informare l'interessato dell'avvio del procedimento, indicare quale agevolazione potrebbe essere sospesa e concedere almeno 30 giorni per presentare osservazioni e documentazione. Ai consigli comunali spetterebbe poi definire con regolamenti specifici quali benefici possano essere interessati e con quali criteri graduare le misure.
Il provvedimento nasce nel dibattito seguito alla decisione annunciata dal sindaco di Legnago Paolo Longhi dopo episodi che hanno coinvolto due quindicenni accusati di uno scippo ai danni di un'anziana e di una rapina a un tabaccaio. La vicenda ha aperto un confronto sulla possibilità di collegare alcuni contributi comunali al comportamento penalmente rilevante dei figli minorenni.
Sul tema è intervenuto anche il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, che il 27 settembre ha annunciato una proposta parallela con l'obiettivo dichiarato di rendere automatica la revoca dei sussidi nei casi previsti dalla futura normativa, anziché lasciare la decisione alla scelta del singolo sindaco.
Il testo depositato al Senato prevede infine che, entro 120 giorni dall'eventuale entrata in vigore della legge, vengano definite linee guida nazionali e uno schema di regolamento per i Comuni. L'attuazione dovrebbe avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la fi
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