New York Times, Breaking Bad è la miglior serie del XXI secolo davanti a The Wire e Mad Men
Breaking Bad guida la classifica delle 100 migliori serie del XXI secolo stilata dal New York Times, davanti a The Wire e Mad Men. Succession è quarta, mentre Fleabag chiude la top 5 di una selezione che attraversa oltre venticinque anni di TV.
È Breaking Bad a conquistare il primo posto nella selezione delle cento migliori serie televisive del XXI secolo realizzata dal New York Times. Il quotidiano statunitense ha coinvolto attori, sceneggiatori, produttori e altri professionisti del settore per individuare gli show più rappresentativi della televisione contemporanea.
La serie creata da Vince Gilligan precede The Wire, seconda, e Mad Men, terza. Subito fuori dal podio si piazza Succession, mentre Fleabag occupa la quinta posizione. Nelle prime dieci trovano spazio anche Game of Thrones, Veep, 30 Rock, Curb Your Enthusiasm e Atlanta.
Breaking Bad, trasmessa dal 2008 al 2013, racconta la trasformazione di Walter White, insegnante di chimica che dopo una diagnosi di cancro decide di produrre metanfetamina insieme all'ex studente Jesse Pinkman. Quella che nasce come una scelta per assicurare un futuro economico alla famiglia lo trascina progressivamente nel mondo criminale.
Al secondo posto c'è The Wire, andata in onda dal 2002 al 2008. Ambientata a Baltimora, la serie utilizza le indagini sul traffico di droga per raccontare un quadro molto più ampio della società americana, mettendo in relazione criminalità, istituzioni, scuola, politica, lavoro e informazione.
Mad Men occupa invece la terza posizione. La serie, iniziata nel 2007, porta lo spettatore nelle agenzie pubblicitarie della New York degli anni Sessanta e segue le vicende di Don Draper e dei suoi colleghi mentre il Paese attraversa profondi cambiamenti sociali e culturali.
Il quarto posto appartiene a Succession, la storia della famiglia Roy e della battaglia per il controllo di un impero mediatico. Potere, rivalità familiari, ricatti e alleanze continuamente rimesse in discussione accompagnano la corsa alla successione del patriarca Logan Roy.
Completa la top 5 Fleabag, serie britannica interpretata e creata da Phoebe Waller-Bridge. Lo show, partito nel 2016, segue una giovane donna londinese alle prese con relazioni, lutto e difficoltà personali, utilizzando anche la rottura della quarta parete come elemento caratteristico della narrazione.
Game of Thrones è sesta. La serie fantasy tratta dai romanzi di George R.R. Martin ha costruito il proprio successo intorno alla lotta per il potere tra casate rivali, guerre, tradimenti e creature fantastiche. Seguono Veep al settimo posto, 30 Rock all'ottavo, Curb Your Enthusiasm al nono e Atlanta al decimo.
Appena fuori dalla top 10 si trova The Office nella versione statunitense, undicesima, seguita da Arrested Development al dodicesimo posto. Girls è tredicesima, Friday Night Lights quattordicesima e Six Feet Under quindicesima.
La versione britannica di The Office, creata da Ricky Gervais e Stephen Merchant, è sedicesima. Il mockumentary ambientato sul posto di lavoro ha contribuito a diffondere un modello narrativo poi ripreso da numerose produzioni televisive, compreso l'adattamento statunitense.
The Americans è diciassettesima. Ambientata durante la Guerra Fredda, segue due agenti sovietici che vivono negli Stati Uniti sotto falsa identità fingendo di essere una normale coppia americana. I May Destroy You, creata e interpretata da Michaela Coel, occupa invece la diciottesima posizione.
Al diciannovesimo posto figura Chernobyl, miniserie del 2019 dedicata al disastro nucleare del 1986 e alle sue conseguenze. The Crown completa le prime venti posizioni con il racconto della monarchia britannica durante il lungo regno di Elisabetta II.
Dal ventunesimo posto in poi la classifica del New York Times prosegue con The White Lotus, Lost, The Comeback, Deadwood e The Leftovers. Seguono Black Mirror, Better Call Saul, Band of Brothers, Key & Peele e Severance.
Tra il trentunesimo e il quarantesimo posto compaiono Survivor, Andor, Enlightened, Schitt's Creek, la prima stagione di True Detective, The Pitt, Battlestar Galactica, Homeland, Watchmen e Adolescence.
Dalla quarantunesima alla cinquantesima posizione si trovano Louie, Hacks, Peaky Blinders, BoJack Horseman, Happy Valley, Broad City, Twin Peaks: The Return, House of Cards, Normal People e Parks and Recreation.
La seconda metà della classifica si apre con The Good Place, seguita da Downton Abbey, Stranger Things, The Bureau, Insecure, Nathan for You, I Think You Should Leave, Chappelle's Show, PEN15 e Peep Show.
Dal sessantunesimo al settantesimo posto figurano RuPaul's Drag Race, Slow Horses, The Thick of It, Anthony Bourdain: Parts Unknown, Mare of Easttown, The Rehearsal, The Handmaid's Tale, Ozark, Anthony Bourdain: No Reservations e The Shield.
La graduatoria continua con Beef, Squid Game, Barry, The Bear, Ted Lasso, Somebody Somewhere, Modern Family, It's Always Sunny in Philadelphia, The Good Wife e How to with John Wilson.
Negli ultimi venti posti trovano spazio The Queen's Gambit, Better Things, Justified, Planet Earth, The Great British Baking Show, Shogun, Reservation Dogs, Dexter, Baby Reindeer ed Eastbound & Down. Chiudono Catastrophe, The Night Of, Station Eleven, The Diplomat, House, Halt and Catch Fire, Community, The OA, Gilmore Girls e Scandal.
La selezione attraversa così generi e periodi molto diversi, dalla commedia alla fantascienza, dal dramma politico al fantasy, passando per crime, satira e racconto sociale. Il vertice premia però tre titoli che hanno segnato in modo particolare la serialità televisiva degli ultimi decenni, con Breaking Bad davanti a The Wire e Mad Men.
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