Cine-museo Lino Banfi a Canosa, i commercianti difendono il mercato di piazza Galluppi
Il progetto del cine-museo dedicato a Lino Banfi divide Canosa di Puglia. I commercianti di piazza Galluppi temono lo spostamento del mercato, mentre il Comune difende un intervento da oltre 3 milioni di euro per rilanciare l’area.
La scelta di realizzare a Canosa di Puglia un cine-museo dedicato a Lino Banfi ha aperto un confronto sul futuro di piazza Galluppi, dove oggi operano attività legate al mercato. I commercianti chiedono che la struttura culturale venga collocata altrove, per evitare di modificare la funzione economica dell’area centrale.
Il progetto approvato dall’amministrazione comunale prevede un investimento complessivo superiore ai 3 milioni di euro. L’intervento comprende una sala polifunzionale da 198 posti e spazi destinati a raccontare la carriera dell’attore pugliese, oltre alla riqualificazione della zona.
La posizione degli esercenti è stata ribadita anche durante “La volta buona”. Francesco Malcangio, rappresentante dei commercianti, ha spiegato che la priorità dovrebbe essere il rilancio del mercato e delle attività già presenti nella piazza. La richiesta non riguarda quindi l’intitolazione a Banfi, ma la sede individuata per il progetto.
Il sindaco Vito Malcangio sostiene invece che il cine-museo possa contribuire a dare nuova vitalità al centro cittadino. Tra le ipotesi illustrate c’è quella di far convivere nella stessa area la nuova struttura culturale e le attività commerciali, evitando una completa esclusione degli operatori oggi presenti.
La proposta non ha però convinto i negozianti, che collegano la permanenza del mercato anche alla tenuta economica e sociale della zona. Nei giorni scorsi gli esercenti avevano inoltre rivolto direttamente a Lino Banfi un appello, chiedendogli di favorire un confronto con l’amministrazione sulla possibilità di scegliere una diversa collocazione.
Sulla vicenda è intervenuta anche Rosanna Banfi, figlia dell’attore. Ha raccontato che il padre è felice per il riconoscimento, pur essendo nato ad Andria e legato da sempre a Canosa, ma non intende essere coinvolto nella disputa sulla sede. L’attore, che nel 2026 ha compiuto 90 anni, preferirebbe che il progetto procedesse soltanto in presenza di una soluzione condivisa.
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