Lucia Mascino in Il mio nome è Carlo, il ruolo di Antonia e il messaggio ai giovani
Lucia Mascino racconta il lavoro fatto per interpretare Antonia Salzano in “Il mio nome è Carlo”, film tv su Carlo Acutis in onda il 27 settembre su Canale 5, e indica nella sua storia un messaggio capace di parlare ai giovani di oggi.
Un mese di preparazione, trascorso immergendosi nella vicenda e cercando la giusta misura emotiva per raccontare una madre chiamata a confrontarsi con la particolare sensibilità del figlio. Lucia Mascino descrive così il percorso che l’ha portata a interpretare Antonia Salzano, madre di Carlo Acutis, nel film tv “Il mio nome è Carlo”, diretto da Giacomo Campiotti e in onda domenica 27 settembre in prima serata su Canale 5.
Nel racconto televisivo Antonia appare inizialmente come una donna attenta alla famiglia, impegnata professionalmente e desiderosa di offrire al figlio le migliori opportunità. Con il passare del tempo, però, è proprio il rapporto con Carlo a modificare il suo modo di guardare temi come la fede, la fiducia e l’attenzione verso gli altri.
Secondo Mascino, uno degli aspetti centrali del personaggio è proprio questa trasformazione. La madre comprende progressivamente di poter imparare dal figlio e accetta di lasciarsi guidare da lui su questioni che fino a quel momento non avevano avuto un peso determinante nella quotidianità familiare. Le certezze di Antonia vengono così messe alla prova dalla spiritualità e dalla naturalezza con cui Carlo vive le proprie convinzioni.
L’attrice aveva già lavorato con Giacomo Campiotti e conosceva il tipo di preparazione richiesto dal regista. Per affrontare il ruolo ha scelto di concentrarsi completamente sulla storia, isolandosi per circa un mese prima delle riprese e dedicandosi allo studio del personaggio e del rapporto tra madre e figlio.
Mascino racconta di aver accettato il progetto senza esitazioni, attratta sia dalla complessità di Antonia sia dal significato della vicenda narrata. Nel film la donna passa gradualmente dal ruolo di madre protettiva a quello di testimone del percorso umano e spirituale del figlio, fino alla consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa destinato ad andare oltre la dimensione privata della famiglia.
Per l’attrice, la storia di Carlo possiede anche una valenza sociale rivolta ai giovani. Mascino richiama le difficoltà di un presente segnato, a suo giudizio, da modelli spesso problematici e da fenomeni come bullismo e violenza, indicando nell’esperienza di Acutis una possibile testimonianza diversa.
Carlo viene raccontato senza separare la spiritualità dalla vita quotidiana di un adolescente. Amava internet, i videogiochi e il calcio, ma coltivava allo stesso tempo una fede profonda e una particolare attenzione verso gli altri. Proprio questa convivenza tra interessi comuni alla sua età e convinzioni religiose rappresenta uno degli elementi su cui si concentra il film.
“Il mio nome è Carlo” ripercorre diverse fasi della vita di Acutis. Samuele Carrino interpreta Carlo a 15 anni, mentre Lucia Mascino e Flavio Parenti vestono i panni dei genitori Antonia e Andrea. Il film, diretto da Giacomo Campiotti, è una coproduzione RTI e Movie Magic International e prende spunto dalla vita del giovane morto nel 2006 a 15 anni e proclamato santo nel 2025.
A vent’anni dalla morte di Carlo Acutis, Mascino vede nella sua semplicità uno degli aspetti capaci di spiegare la forza del messaggio lasciato dal ragazzo. Un percorso che il film prova a ricostruire attraverso il rapporto con la famiglia, gli amici e le persone incontrate, mostrando come la sua esperienza abbia continuato a essere conosciuta anche molto tempo dopo la sua scomparsa.
San Carlo Acutis, Il mio nome è Carlo in onda domenica su Canale 5 parla la madre Antonia Salzano

Notizie correlate
Sangiovanni rompe il silenzio, il messaggio ai fan e il sostegno di Aka7even Sangiovanni torna a parlare ai fan dopo mesi difficili e racconta di sentirsi meglio.
Fabrizio Moro vince Canzonissima Rai1 con Il mio canto libero e dedica il premio ai giovani Fabrizio Moro vince Canzonissima su Rai1 con Il mio canto libero e spiega il senso del brano legandolo alla libertà dei giovani, invitandoli a reagire a un presente difficile tra social, guerre e incertezze.