El Niño, allarme Ocse sui raccolti: rischio al 95% di un evento molto intenso entro fine anno

Notizia in breve

L’Ocse segnala un rischio del 95% di un El Niño molto intenso entro fine 2026, con possibili danni ai raccolti in diverse aree del mondo. Le tensioni sui mercati alimentari potrebbero tradursi in nuovi rincari per famiglie e Paesi fragili.

El Niño
El Niño, allarme Ocse sui raccolti: rischio al 95% di un evento molto intenso entro fine anno
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Un El Niño particolarmente forte potrebbe diventare uno dei principali fattori di rischio per i prezzi alimentari nei prossimi mesi. L’Ocse stima al 95% la probabilità che entro la fine del 2026 si sviluppi un episodio molto intenso, capace di danneggiare le produzioni agricole in diverse regioni del pianeta.

Il segretario generale dell’Ocse Mathias Cormann ha richiamato il pericolo durante la presentazione dell’Interim Economic Outlook del 23 settembre. Alla conferenza ha partecipato anche il capo economista Stefano Scarpetta, incaricato di illustrare nel dettaglio le nuove valutazioni dell’organizzazione.

Le pressioni sui mercati delle materie prime alimentari sono già visibili. Dalla fine di maggio, i prezzi dei future sui prodotti alimentari per la prima metà del prossimo anno sono aumentati di circa l’8%. Tra i fattori indicati figurano il clima caldo e secco, che ha peggiorato le prospettive di alcuni raccolti, e le difficoltà che continuano a interessare le esportazioni di cereali attraverso il Mar Nero.

Un ulteriore rafforzamento di El Niño potrebbe aggravare la situazione soprattutto nelle aree agricole più esposte alle variazioni delle precipitazioni e alle temperature estreme. Le conseguenze non riguarderebbero soltanto la quantità dei raccolti, ma potrebbero riflettersi anche sui prezzi internazionali e quindi sul costo degli alimenti per i consumatori.

I rischi sarebbero particolarmente delicati per le famiglie con redditi più bassi e per i Paesi che dipendono maggiormente dalle importazioni di cibo. Un aumento contemporaneo dei prezzi alimentari ed energetici ridurrebbe infatti il potere d’acquisto e potrebbe aggravare le difficoltà di accesso ai beni essenziali nelle economie più vulnerabili.

L’allarme sul clima si inserisce in un quadro economico già segnato dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza sui mercati dell’energia. Secondo l’Ocse, una combinazione prolungata di rincari energetici e alimentari e condizioni finanziarie più rigide potrebbe rallentare ulteriormente la crescita mondiale e mantenere più elevate le pressioni sull’inflazione.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

El Niño verso una fase molto intensa, rischi di eventi estremi fino al 2027 El Niño è ormai consolidato e potrebbe persistere fino a febbraio 2027, aumentando il rischio di siccità, alluvioni e caldo estremo.

El Nino si rafforza nel Pacifico, rischio evento eccezionale e impatti globali El Nino si rafforza nel Pacifico e potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale tra ottobre e dicembre 2026.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'El Niño'