Mattarella ad Amatrice, scuola contro violenza e ghetti: famiglie alleate dei docenti
Sergio Mattarella, ad Amatrice per l’apertura dell’anno scolastico 2026-2027, ha richiamato famiglie e scuola contro violenze e bullismo e ha indicato nell’istruzione la leva decisiva per integrazione, coesione sociale e uso consapevole dell’IA.
La scuola deve restare un luogo di rispetto, inclusione e crescita, mentre famiglie, istituzioni e insegnanti sono chiamati a condividere la responsabilità educativa. Sergio Mattarella lo ha ribadito ad Amatrice durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026-2027, ospitata dall’Istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne”.
Il Presidente della Repubblica ha dedicato una parte del suo intervento alle diverse forme di violenza che possono entrare nella vita scolastica. Ha ricordato le aggressioni contro i docenti, gli episodi di bullismo, le prepotenze tra ragazzi e le sopraffazioni ai danni delle ragazze, chiedendo una risposta fondata sulla responsabilità degli adulti e sulla collaborazione con gli insegnanti.
Mattarella ha richiamato in particolare il ruolo dei genitori, osservando che gli episodi di violenza compiuti dagli adulti contro il personale scolastico rappresentano una grave rinuncia alla funzione educativa. Il riferimento è arrivato pochi giorni dopo l’aggressione avvenuta in una scuola media di Centocelle, a Roma, dove un tredicenne ha ferito una docente.
Nel discorso ha trovato spazio anche il tema dell’integrazione. Per il Capo dello Stato la scuola costituisce uno degli strumenti più efficaci per creare legami tra persone con origini diverse, coinvolgere le famiglie e impedire la formazione di comunità separate. L’obiettivo indicato è costruire coesione sociale e ridurre diffidenza, isolamento e barriere.
Il Presidente ha collegato questa funzione ai principi costituzionali, ricordando che la scuola è aperta a tutti. Agli istituti viene quindi affidato non soltanto il compito di trasmettere conoscenze, ma anche quello di formare cittadini capaci di partecipare alla vita collettiva e di riconoscere il valore della libertà e della responsabilità verso gli altri.
Un altro passaggio ha riguardato le trasformazioni tecnologiche. Mattarella ha definito intelligenza artificiale e reti sociali strumenti dalle grandi possibilità, ma ha invitato a considerare anche i rischi legati alla manipolazione della realtà, alla perdita di autonomia personale e all’impoverimento della creatività. La scuola, ha spiegato, deve preparare i giovani a governare queste tecnologie senza subirle.
Da Amatrice, a dieci anni dal terremoto che colpì il Centro Italia, Mattarella ha infine indicato nell’investimento sulla conoscenza una scelta rivolta al futuro. Una scuola capace di innovare, contrastare dispersione e solitudini e sostenere studenti e docenti, ha osservato, contribuisce a rendere più solide le comunità e a formare persone libere, preparate e responsabili.
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