Prodi sull'AfD in Germania: Una vittoria metterebbe a rischio l'Europa
Romano Prodi avverte che un’eventuale vittoria dell’AfD alle elezioni tedesche avrebbe, a suo giudizio, conseguenze decisive per l’Unione europea. Al Sole 24 Ore critica anche i limiti istituzionali dell’Ue e i ritardi sul Ceta.
Romano Prodi lancia un forte allarme sul futuro dell’Unione europea alla vigilia del voto regionale in Germania. In un’intervista al Sole 24 Ore, l’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione europea sostiene che una vittoria dell’Alternative für Deutschland avrebbe conseguenze profonde sugli equilibri politici del continente.
Il riferimento è alle elezioni del 20 settembre a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Secondo Prodi, il peso della Germania rende particolarmente rilevante l’avanzata dell’AfD. L’ex premier definisce il partito antieuropeo, nazionalista e razzista e ritiene che una sua affermazione al governo possa compromettere il progetto comunitario.
«Se l’AfD vince le elezioni tedesche l’Europa è finita. Questa è la realtà», afferma Prodi. Nella sua analisi richiama il ruolo economico della Germania e il rafforzamento della sua capacità militare dopo l’inizio della guerra in Ucraina, elementi che renderebbero ancora più rilevante un eventuale cambio di indirizzo politico a Berlino.
L’ex presidente della Commissione europea si sofferma anche sui rapporti tra Unione europea e Canada, tornati in primo piano dopo il discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen e l’intervento al Parlamento europeo del primo ministro canadese Mark Carney, già governatore della Bank of Canada e della Bank of England.
Prodi giudica positivamente l’intervento di Carney, ma richiama la necessità di trasformare le dichiarazioni politiche in decisioni concrete. L’ipotesi di una relazione più stretta tra Canada e Unione europea, osserva, deve ancora trovare una forma istituzionale definita.
Come esempio delle difficoltà europee nel tradurre gli accordi in atti concreti, Prodi cita il Ceta, il trattato commerciale tra Ue e Canada. L’accordo è stato firmato nel 2016 e approvato dal Parlamento europeo nel 2017, ma diversi Stati membri, tra cui l’Italia, non hanno ancora completato la ratifica nazionale.
Per Prodi, uno dei nodi dell’Unione resta il processo decisionale. A suo giudizio, i meccanismi di voto rallentano o bloccano l’attuazione delle scelte comuni, mentre la Commissione europea finisce spesso per concentrarsi sui settori nei quali dispone di competenze più dirette, aumentando regolamenti e procedure senza riuscire a intervenire con la stessa efficacia sulle questioni politiche più ampie.
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