Germania, proteste contro l'AfD dopo il voto in Sassonia-Anhalt e l'allarme degli ebrei
Le proteste contro l’AfD si sono estese in varie città tedesche dopo il voto in Sassonia-Anhalt, dove il partito ha ottenuto il 43,8%. A Francoforte hanno manifestato circa 2.500 persone; a Berlino attese altre 5.000 oggi.
Migliaia di persone sono scese in strada in Germania dopo la netta vittoria dell’AfD alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt. Il partito ha raccolto il 43,8% dei voti, diventando la prima forza del Land ma fermandosi a tre seggi dalla maggioranza assoluta nel Parlamento regionale.
Le manifestazioni hanno interessato diverse città. A Francoforte circa 2.500 persone hanno partecipato alla protesta chiedendo che venga valutata una procedura per la messa al bando dell’AfD. Centinaia di manifestanti si sono radunati anche a Berlino e Magonza, con iniziative organizzate in difesa della democrazia e contro il partito.
Nella capitale tedesca è prevista per lunedì 7 settembre una nuova mobilitazione alla Porta di Brandeburgo. L’inizio è fissato alle 18 e sono attese circa 5.000 persone.
Il risultato elettorale ha provocato una dura reazione anche da parte di Josef Schuster, presidente del Consiglio Centrale degli Ebrei in Germania, che si è detto “inorridito” di fronte alla possibilità che un partito classificato come estremista di destra possa arrivare vicino a governare da solo uno Stato federale.
Schuster ha richiamato alcune delle proposte sostenute dall’AfD, tra cui misure più rapide per le deportazioni, classi separate per i figli dei richiedenti asilo, restrizioni sull’esposizione delle bandiere arcobaleno e una ripresa dei rapporti con la Russia. Secondo il presidente del Consiglio Centrale, chi ha scelto il partito con il proprio voto si assume la responsabilità politica di questi obiettivi.
Particolare preoccupazione riguarda la scuola. Schuster teme che un eventuale ingresso dell’AfD al governo regionale possa incidere sulle politiche educative, settore che considera decisivo per la formazione di una società aperta e per il contrasto all’antisemitismo.
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