Rai, contestazione disciplinare a Sigfrido Ranucci dopo la rimozione da Report
La Rai ha contestato a Sigfrido Ranucci presunte violazioni delle norme interne dopo la rimozione da Report. Il giornalista ha cinque giorni per rispondere e il procedimento disciplinare può arrivare, nei casi più gravi, al licenziamento.
La Rai ha avviato un'iniziativa disciplinare nei confronti di Sigfrido Ranucci, già rimosso dalla conduzione di Report. Al giornalista vengono contestate presunte violazioni delle regole aziendali nell'ambito della vicenda legata ai rapporti con Valter Lavitola. Ranucci ha cinque giorni per presentare le proprie osservazioni. Le possibili conseguenze, a seconda dell'esito del procedimento, vanno dal richiamo alla sospensione fino, nell'ipotesi più grave, al licenziamento.
La contestazione è collegata alla relazione del Comitato Etico della Rai, dalla quale l'azienda ritiene siano emersi elementi rilevanti sul piano disciplinare riguardo alla condotta personale del giornalista. Tra i comportamenti contestati figurerebbero l'invio all'esterno di comunicazioni interne, alcune dichiarazioni sui vertici della Rai e sui nuovi conduttori di Report e l'ingresso in azienda di persone esterne senza autorizzazione.
Secondo la posizione dell'azienda, la lettera non sarebbe collegata al ricorso urgente presentato da Ranucci contro la decisione del 28 agosto con cui è stato rimosso dalla conduzione del programma. La documentazione disciplinare, sostiene la Rai, era stata protocollata dalla Direzione Risorse Umane prima che venisse comunicata la presentazione del ricorso. I legali di Ranucci hanno invece contestato la successione temporale dei due atti.
L'avvocato Roberto De Vita ha riferito che il ricorso era stato depositato alle 10.39 e che la comunicazione disciplinare era arrivata via Pec alle 18.41 dello stesso giorno. Il procedimento davanti al Tribunale del Lavoro di Roma riguarda la richiesta di sospendere la ricollocazione di Ranucci e di reintegrarlo nelle mansioni di autore e conduttore di Report. L'udienza sul ricorso urgente è stata fissata per il 25 settembre.
La vicenda disciplinare resta distinta anche dall'audit interno annunciato sulle procedure seguite nella realizzazione delle inchieste di Report e sulle eventuali interferenze riconducibili a Lavitola. La Rai sostiene inoltre che la rimozione di Ranucci dalla conduzione sia stata determinata da valutazioni editoriali.
Il caso è destinato ad arrivare anche nel consiglio di amministrazione della Rai. I consiglieri di minoranza Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale hanno annunciato l'intenzione di discutere anche i risultati della prima puntata di Filorosso condotta da Antonino Monteleone, che ha registrato 343 mila spettatori e il 2,6% di share. I tre consiglieri hanno espresso critiche sulle scelte editoriali della rete.
Resta inoltre aperto il confronto politico sulla Commissione di Vigilanza Rai. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha comunicato l'intenzione di procedere alla nomina dei componenti dopo la scadenza dei termini concessi ai gruppi parlamentari, aggiungendo alcuni giorni prima di intervenire. Il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia ha ribadito la contrarietà delle opposizioni a nomine decise in questo modo e ha chiesto garanzie sul funzionamento della commissione e sull'applicazione del Media Freedom Act.
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