Malika Ayane torna con Cicale, dieci canzoni tra errori, libertà e nuovi inizi

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Malika Ayane torna con “Cicale”, il nuovo album di dieci brani pubblicato il 18 settembre a cinque anni da “Malifesto”. Nel disco c’è anche Dargen D’Amico, mentre da novembre la cantante porterà le nuove canzoni nei teatri italiani.

Malika Ayane
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Cinque anni dopo “Malifesto”, Malika Ayane pubblica “Cicale”, il nuovo album di inediti uscito il 18 settembre per Carosello Records, in licenza a M.A.S.T./Believe. Il progetto raccoglie dieci canzoni nate in periodi e luoghi differenti, senza la necessità di restare dentro un unico genere o seguire una direzione sonora prestabilita.

Il titolo nasce da una storia che ha spinto la cantante a rivedere un’immagine apparentemente scontata. Alcune cicale possono infatti trascorrere sottoterra fino a diciassette anni prima di emergere e vivere la stagione del canto. Un comportamento molto diverso dall’idea dell’insetto superficiale e imprevidente tramandata dalle favole. Per Ayane, proprio questa distanza tra apparenza e realtà è diventata una chiave per guardare alle persone senza fermarsi alla prima impressione.

Il lungo intervallo trascorso dall’album precedente non era stato programmato come parte di questa metafora, ma la cantante riconosce che il tempo impiegato per arrivare a “Cicale” ha avuto un peso. Le canzoni sono state costruite senza fretta, passando da Milano, Parigi, Roma e Berlino e lavorando con autori diversi, tra cui Pacifico, Andrea Bonomo, Leo Pari ed Emma Nolde.

Nel disco non c’è un vero racconto unitario. Ayane descrive i brani piuttosto come fotografie scattate in momenti diversi, accomunate soprattutto dal modo di osservare ciò che accade. La lunga lavorazione le ha permesso di cambiare direzione più volte e di non sentirsi obbligata a mantenere la stessa atmosfera dall’inizio alla fine.

Uno dei temi che attraversano il progetto è il rapporto con l’errore. In “finalmente” la cantante racconta di avere abbandonato la necessità di pronunciare sempre l’ultima parola e di voler essere critica senza trasformare ogni valutazione in un giudizio. Il punto che sente di avere finalmente messo riguarda quella che definisce una severità inutile, verso se stessa e verso gli altri.

Ayane dice anche di avere fatto pace con la possibilità di sbagliare. Lo yoga e la lettura di Hemingway, due riferimenti importanti nella sua vita, le hanno insegnato a fare il meglio possibile con ciò che si ha a disposizione in un determinato momento. Per la cantante, gli errori commessi senza intenzione possono essere perdonati, mentre distingue da questi gli atti compiuti deliberatamente per fare del male.

Come la prima volta”, scritta con Emma Nolde, affronta invece il desiderio di ricominciare senza cancellare ciò che è stato costruito. L’idea è quella di un rapporto tanto felice da far nascere la fantasia di dimenticare tutto soltanto per poter incontrare nuovamente la stessa persona e vivere da capo quelle emozioni.

Tra le collaborazioni figura Dargen D’Amico, presente in “diversamente”. Ayane considera il musicista soprattutto un cantautore, pur provenendo dal rap, e ne apprezza la capacità di raccontare sentimenti complessi con immagini immediate. Nel brano Dargen affronta vuoto, mancanza e senso di inadeguatezza attraverso figure come un treno notturno e una sposa triste.

La cantante riconosce invece di avere un modo di esprimersi più articolato. Nella vita tende a riempire i discorsi di dettagli, precisazioni e spiegazioni, mentre quando prova a essere sintetica può diventare fin troppo diretta. Girare intorno alle cose, racconta, le consente di accompagnarle con maggiore gradualità e anche di concedersi più tempo.

Tra i ricordi legati alla lavorazione dell’album c’è una moka, diventata quasi un simbolo delle sessioni in studio. A Parigi, durante il lavoro con Pacifico, il caffè accompagnava le giornate e contribuiva a rendere meno formali gli incontri. Per Ayane la moka richiama anche la cucina della nonna e le conversazioni avvenute lì nel corso degli anni.

Berlino, nel frattempo, è diventata una delle città in cui la cantante sente di poter riunire identità che in passato sembravano separate. Da violoncellista veniva percepita come cantante e tra i cantanti come violoncellista; in Italia poteva essere vista come marocchina e in Marocco come italiana. Nella capitale tedesca, racconta, queste componenti riescono invece a convivere senza dover essere continuamente definite.

Ayane ha rivolto anche l’attenzione alla situazione delle donne e delle minori non accompagnate a Ceuta, indicando le condizioni di fame, violenza e precarietà igienica come una questione umanitaria che merita spazio. Ha preferito concentrarsi su questo tema anziché commentare le prese di posizione pubbliche di altri artisti.

Cicale” comprende anche “animali notturni”, presentata all’ultimo Festival di Sanremo, e “diversamente” con Dargen D’Amico. Da novembre le nuove canzoni arriveranno dal vivo nei teatri italiani. Il tour partirà il 1° novembre da Fermo e proseguirà, tra le altre città, a Roma, Firenze, Milano, Torino, Napoli, Catania, Palermo, Padova, Bologna e Pescara.

Per Ayane il concerto resta la dimensione più divertente e naturale del proprio lavoro. La formazione è stata modificata in alcuni elementi e lo spettacolo sarà quindi costruito come un nuovo esperimento. Dell’ultima esperienza a Sanremo, invece, dice di aver conservato soprattutto un sorriso difficile da togliere e, con ironia, anche un paio di scarpe particolarmente importanti.

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