Pietracatella, nuovi elementi sul duplice omicidio con ricina: il legale non esclude l'incidente

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Nel caso di Pietracatella gli investigatori avrebbero raccolto elementi ritenuti solidi per il duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Il legale di Gianni Di Vita chiede però di non escludere l’ipotesi accidentale.

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Pietracatella, nuovi elementi sul duplice omicidio con ricina: il legale non esclude l'incidente
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Si rafforza la pista del duplice omicidio premeditato nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute alla fine di dicembre 2025 dopo l’avvelenamento da Ricina avvenuto a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investigatori avrebbero acquisito elementi considerati solidi a sostegno dell’ipotesi investigativa.

Ulteriori indicazioni sarebbero arrivate anche dagli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino, incaricati di svolgere una parte degli accertamenti scientifici. Le valutazioni definitive dovranno però essere contenute nelle relazioni ufficiali ancora attese dagli inquirenti italiani.

Uno dei punti centrali riguarda la ricerca della ricina sui reperti raccolti nell’abitazione della famiglia e sugli alimenti sequestrati subito dopo i fatti. Dagli accertamenti sarebbero emerse alcune anomalie, ma il quadro potrà essere definito soltanto dopo l’esame completo dei risultati provenienti dalla Germania.

A chiedere che resti aperta anche una diversa ricostruzione è Vittorino Facciolla, avvocato di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara. Il legale ritiene che l’ipotesi di un avvelenamento accidentale debba essere valutata insieme alle altre possibilità e non esclusa prima della conclusione degli esami.

Facciolla richiama le considerazioni di Carlo Locatelli, specialista del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, che nel marzo scorso individuò la ricina nel sangue delle due vittime, imprimendo una svolta all’inchiesta. Secondo quanto ricordato dal legale, l’esperto ha riferito che nei sette precedenti casi presi in esame l’esposizione alla sostanza era avvenuta accidentalmente.

La difesa sostiene di avere posto fin dall’inizio l’attenzione su questa possibilità anche con il supporto dei propri consulenti. Facciolla riferisce inoltre che i familiari delle vittime non avrebbero mai escluso una dinamica accidentale.

Per chiarire come la ricina sia entrata in contatto con Antonella e Sara saranno determinanti soprattutto due gruppi di accertamenti. Il primo riguarda gli alimenti presenti nella casa di Pietracatella e sequestrati nelle ore successive ai malori, mentre il secondo comprende i 131 reperti e tamponi raccolti durante il sopralluogo effettuato a luglio.

L’esame incrociato di questi risultati potrebbe consentire agli investigatori di individuare il veicolo attraverso il quale la sostanza ha raggiunto le due vittime e di ricostruire con maggiore precisione la dinamica dell’avvelenamento.

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