Ucraina-Russia, Mosca minaccia Varsavia e accusa l'Europa sulle armi nucleari
Mosca alza i toni contro l’Europa mentre resta senza accordo la tregua energetica tra Russia e Ucraina. Patrushev minaccia Varsavia, Zakharova accusa l’Occidente sul nucleare e un drone viene abbattuto dalla Nato in Lituania.
La proposta di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche non si è ancora trasformata in una tregua tra Russia e Ucraina. Il Cremlino ha accolto favorevolmente l’iniziativa avanzata dal presidente statunitense Donald Trump, ma da Mosca non è arrivata la conferma di un accordo. Intanto gli attacchi sono proseguiti e la tensione con i Paesi europei è salita ulteriormente.
Il confronto si è spostato anche sul fianco orientale della Nato. In Lituania un caccia italiano impegnato nella missione dell’Alleanza Atlantica ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo del Paese provenendo dalla Bielorussia. Le autorità lituane hanno successivamente riferito della presenza di esplosivo sul velivolo.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in visita in Lituania, ha richiamato il ruolo del contingente italiano nella sicurezza dell’area baltica e sul fianco orientale della Nato. L’Italia partecipa da oltre dieci anni alle attività dell’Alleanza nella regione e, secondo Crosetto, la ricerca di una soluzione alla guerra in Ucraina resta legata alla sicurezza dell’intero continente.
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha accusato Stati Uniti ed Europa di avere fatto fallire il percorso avviato dopo il vertice tra Vladimir Putin e Donald Trump ad Anchorage, in Alaska, nell’agosto 2025. Lavrov ha sostenuto che, senza il successivo cambio di rotta occidentale, il conflitto avrebbe potuto essere concluso. L’esistenza di un vero accordo formale raggiunto in Alaska è stata però contestata dalla parte statunitense.
Il capo della diplomazia russa ha inoltre dichiarato che Mosca sarebbe disponibile a cercare «compromessi ragionevoli», ribadendo però l’opposizione all’ulteriore avvicinamento della Nato ai confini della Federazione Russa. Le dichiarazioni sono arrivate mentre sul terreno continuano gli attacchi reciproci e restano irrisolte le condizioni per un eventuale stop alle operazioni contro le infrastrutture energetiche.
I toni più duri sono arrivati da Nikolai Patrushev, consigliere di Putin ed ex segretario del Consiglio di sicurezza russo. Rispondendo alle dichiarazioni del ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski sulla capacità della Nato di prevalere sulla Russia in un eventuale conflitto, Patrushev ha affermato che Varsavia potrebbe «scomparire in due o tre giorni» in caso di azioni militari contro Mosca.
Alle minacce rivolte alla Polonia si sono aggiunte le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Mosca accusa alcuni Paesi europei di voler avvicinare capacità nucleari ai confini russi, aumentando secondo il Cremlino il rischio di un’escalation. Zakharova ha invitato i governi occidentali a prendere sul serio gli avvertimenti provenienti dalla Russia.
La tensione resta elevata anche lungo il confine occidentale dell’Ucraina. Un recente attacco russo ha colpito un treno vicino alla frontiera con la Polonia poco dopo il passaggio, sullo stesso tratto ferroviario, di un convoglio che trasportava personalità europee, tra cui l’ex premier britannico Boris Johnson. Non sono state segnalate vittime nell’episodio.
Mosca ha inoltre ribadito l’avvertimento rivolto a diplomatici e rappresentanti occidentali che si recano in Ucraina, sostenendo che non possano essere garantite condizioni di sicurezza durante il conflitto. Le autorità russe accusano Kiev di utilizzare la presenza di delegazioni straniere a fini politici, mentre l’Ucraina continua a denunciare gli attacchi russi contro infrastrutture civili e aree vicine ai confini con i Paesi Nato.
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