Dengue e West Nile in Toscana, Bassetti chiede prevenzione contro le zanzare

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In Toscana è in corso il principale focolaio autoctono di Dengue rilevato nel 2026, mentre prosegue la circolazione della West Nile. Matteo Bassetti chiede prevenzione stabile contro le zanzare, con interventi già dalla primavera.

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La circolazione delle malattie trasmesse dalle zanzare torna a preoccupare in Toscana, dove nel 2026 è stato individuato il più consistente focolaio autoctono di Dengue registrato finora nell'anno. All'8 settembre risultavano in Italia 265 casi confermati di Dengue, 24 dei quali contratti sul territorio nazionale. Il focolaio più ampio comprendeva 20 persone sintomatiche esposte in un comune della provincia di Livorno.

Per l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, la situazione conferma un cambiamento che interessa ormai stabilmente l'Italia. Temperature elevate per periodi sempre più lunghi e condizioni ambientali favorevoli consentono infatti alle zanzare di sopravvivere e riprodursi per molti mesi, aumentando le possibilità di trasmissione delle arbovirosi.

Le specie coinvolte non sono tutte uguali. La zanzara comune del genere Culex può trasmettere il virus West Nile, mentre la zanzara tigre è in grado di diffondere virus come Dengue e Chikungunya. Bassetti richiama quindi l'attenzione sul fatto che questi insetti non rappresentano più soltanto un problema legato al fastidio delle punture, ma possono diventare vettori di infezioni anche gravi.

La maggior parte delle infezioni da West Nile non provoca sintomi oppure determina disturbi lievi. In meno dell'1% dei casi, tuttavia, il virus può causare forme neuroinvasive come meningite o encefalite, soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti con difese immunitarie ridotte. Confusione mentale, rigidità del collo e altri disturbi neurologici richiedono una valutazione medica tempestiva.

La Dengue presenta invece più frequentemente febbre elevata, dolori muscolari e articolari, mal di testa, dolore dietro gli occhi e, in alcuni pazienti, eruzioni cutanee. Una successiva infezione con un diverso sierotipo del virus può aumentare il rischio di sviluppare una forma grave, compresa la Dengue emorragica. Anche per questa malattia la prevenzione delle punture resta quindi decisiva.

Secondo Bassetti, particolare attenzione deve essere riservata alle persone più vulnerabili, tra cui anziani, immunodepressi, bambini e donne in gravidanza. Il problema, però, non riguarda soltanto chi appartiene alle categorie a rischio, perché la progressiva espansione della stagione delle zanzare rende necessarie misure di protezione rivolte all'intera popolazione.

L'infettivologo critica gli interventi limitati alle disinfestazioni effettuate quando un caso è già stato individuato. A suo giudizio la lotta alle zanzare dovrebbe iniziare in primavera, con programmi continuativi contro le larve e con azioni coordinate sul territorio. Tra le proposte indica anche incentivi per installare zanzariere nelle abitazioni e negli uffici e la distribuzione di prodotti larvicidi ai cittadini.

Un altro fronte riguarda i comportamenti individuali. Repellenti utilizzati correttamente, abiti che riducano le parti del corpo esposte e maggiore attenzione negli orari in cui alcune specie di zanzara sono più attive possono diminuire il rischio di puntura. Bassetti ritiene inoltre necessaria una maggiore preparazione dei medici per riconoscere rapidamente i sintomi e indirizzare i pazienti verso gli esami diagnostici appropriati.

La Toscana presenta diverse aree favorevoli alla proliferazione degli insetti, ma il problema non è circoscritto alla Maremma. Zone costiere, territori urbanizzati e luoghi dove ristagna acqua possono offrire condizioni adatte alla riproduzione delle zanzare. Per questo l'infettivologo invita a superare una gestione concentrata esclusivamente sulle emergenze locali.

Anche la durata del periodo di rischio può cambiare. Temperature miti e precipitazioni possono mantenere condizioni favorevoli alla presenza dei vettori oltre la fine dell'estate, prolungandone in alcuni anni l'attività fino all'autunno inoltrato. La sorveglianza, quindi, non può essere limitata ai mesi tradizionalmente più caldi.

Per Dengue e West Nile non sono disponibili antivirali specifici in grado di eliminare direttamente il virus. Nei casi più seri si ricorre a terapie di supporto e al trattamento delle complicanze. Proprio l'assenza di una cura antivirale mirata rende, secondo Bassetti, la prevenzione delle punture e il controllo sistematico delle zanzare gli strumenti principali per ridurre il rischio di nuove infezioni.

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