Franceschini torna alla Festa dell'Unità, Renzi esclude le primarie e chiede unità
Dario Franceschini è tornato in pubblico alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia dopo aver rivelato di avere il Parkinson dal 2020. Matteo Renzi gli ha espresso vicinanza e ha escluso una propria candidatura alle primarie del centrosinistra.
Dario Franceschini è tornato davanti al pubblico l’11 settembre alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, pochi giorni dopo aver raccontato di convivere con il Parkinson. Il senatore del Pd, accolto dagli applausi nella sala Francesco Guccini, aveva reso nota a fine agosto la diagnosi ricevuta nel novembre 2020.
Accanto a lui sul palco c’era Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha rivolto parole di vicinanza all’ex ministro, definendo significativa la scelta di raccontare pubblicamente la malattia e il modo con cui Franceschini ha affrontato una difficoltà personale rimasta riservata per quasi sei anni.
L’incontro è diventato anche un’occasione per discutere degli equilibri del centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche. Renzi ha escluso una propria candidatura alle eventuali primarie di coalizione, pur sostenendo che lo strumento possa essere utile se organizzato senza trasformarsi in uno scontro interno.
L’ex presidente del Consiglio ha inoltre assicurato di non chiedere un seggio garantito in Parlamento. Ha spiegato che Italia Viva dovrà conquistare i voti necessari per ottenere rappresentanza e ha aggiunto di non voler essere necessariamente tra i protagonisti della foto dei leader della coalizione. Per rappresentare l’area riformista ha indicato come possibili figure anche sindaci o amministratori locali, citando Silvia Salis e Gaetano Manfredi.
Il tema dell’unità ha trovato d’accordo anche Franceschini. L’esponente democratico ha ribadito che una coalizione competitiva non può prescindere dal Movimento 5 Stelle. Renzi, dal canto suo, ha avvertito che una nuova divisione del centrosinistra potrebbe favorire ancora la coalizione guidata da Giorgia Meloni.
Nel confronto è entrata anche la guerra in Ucraina. Renzi ha ricordato di aver proposto già nel febbraio 2022 la nomina di un inviato speciale dell’Unione europea, sostenendo però che il sostegno militare a Kiev e le sanzioni contro Mosca siano stati determinanti per consentire all’Ucraina di resistere all’invasione russa.
Franceschini ha infine commentato il recente risultato dell’AfD in Sassonia-Anhalt, dove il partito tedesco ha ottenuto una storica vittoria nelle elezioni regionali. Secondo l’ex ministro, le paure prodotte dai cambiamenti economici e sociali richiedono alla sinistra risposte nuove, capaci di andare oltre gli schemi ideologici tradizionali.
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