Legge elettorale, Vannacci chiede a Fratelli d'Italia il voto sulle preferenze pure

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Roberto Vannacci chiede a Fratelli d’Italia di sostenere in Senato l’emendamento sulle preferenze pure nella legge elettorale. Il leader di Futuro Nazionale critica i capilista bloccati e rivendica un consenso vicino all’8%.

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Roberto Vannacci invita Fratelli d’Italia e le altre forze della destra a sostenere in Senato un emendamento alla legge elettorale che introduce le preferenze senza liste bloccate. Il leader di Futuro Nazionale richiama una proposta simile presentata dal suo partito alla Camera e già votata in quella sede anche da FdI.

Secondo Vannacci, il testo ora all’esame di Palazzo Madama offrirebbe ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i candidati. Il generale contesta invece la soluzione che mantiene i capilista bloccati, definendo questo meccanismo una forma di preferenza snaturata e poco rispettosa della volontà degli elettori.

Da qui l’appello rivolto soprattutto a Fratelli d’Italia. Vannacci chiede al partito della presidente del Consiglio di mantenere una posizione coerente rispetto al voto espresso alla Camera e di sostenere anche al Senato la proposta sulle preferenze.

Per il presidente di Futuro Nazionale, la riforma dovrebbe ridurre il peso delle segreterie dei partiti nella scelta degli eletti e restituire agli elettori maggiore possibilità di incidere sulla composizione del Parlamento. La richiesta è quella di eliminare i listini bloccati e lasciare ai cittadini la selezione diretta dei propri rappresentanti.

Vannacci è tornato anche sui rapporti con il centrodestra durante un intervento radiofonico. A suo giudizio, l’attuale coalizione di maggioranza non avrebbe i numeri per vincere le prossime elezioni senza il contributo di Futuro Nazionale. Il leader del partito rivendica un consenso che indica intorno all’8% e sostiene che un’eventuale alleanza dovrebbe essere costruita su obiettivi politici condivisi.

Il generale afferma di non avere contatti con Giorgia Meloni né con gli altri leader della maggioranza e lamenta l’assenza di un confronto sulle possibili convergenze. Dice di mantenere aperta la porta al dialogo, ma accusa gli esponenti del governo di avere finora escluso ogni interlocuzione con la sua formazione.

Le distanze riguardano anche alcuni temi di politica nazionale ed europea. Vannacci critica le posizioni del governo sull’Ucraina, sul riarmo, sulle politiche scolastiche e sul Green Deal, sostenendo che l’esecutivo segua su diversi dossier una linea troppo vicina alle scelte delle istituzioni europee.

Quanto al futuro di Futuro Nazionale, Vannacci annuncia l’intenzione di indicare obiettivi programmatici più espliciti per verificare eventuali punti di accordo con il centrodestra. Ricorda inoltre che il suo gruppo ha votato la fiducia al governo in occasione della prima votazione, pur contestando il mancato accoglimento delle proprie proposte parlamentari.

Il leader di Futuro Nazionale ha affrontato anche le polemiche sulla presenza di militari tra gli iscritti. Secondo Vannacci, il partito conta circa 150 mila aderenti e tra loro possono esserci appartenenti alle Forze armate, senza incarichi o funzioni interne incompatibili con le norme che regolano la partecipazione politica dei militari.

Infine Vannacci ha commentato l’avanzata elettorale di AfD in Germania, attribuendone i risultati alla capacità del partito di intercettare esigenze che, a suo giudizio, le forze di governo non avrebbero soddisfatto. Per il generale, il consenso ottenuto dalla formazione tedesca è legato soprattutto alla natura fortemente alternativa del suo programma politico.

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