Anna Foglietta debutta alla regia, a Venezia 83 Una storia tra maternità e identità

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Anna Foglietta debutta alla regia a Venezia 83 con “Una storia”, film sulla crisi di una coppia dopo la partenza della figlia. L’attrice e regista riflette anche sui ruoli imposti alle donne e sul rapporto tra maternità e identità.

Anna Foglietta
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Anna Foglietta sceglie la Mostra del Cinema di Venezia per presentare il suo esordio dietro la macchina da presa. “Una storia”, in concorso nella sezione Orizzonti e nelle sale dal 24 settembre, segna un nuovo passaggio nella carriera dell’attrice, che questa volta firma anche la regia di un racconto dedicato alla crisi di una coppia e alla ricerca di una nuova identità.

Al centro del film ci sono Erika e Mauro, interpretati da Alba Rohrwacher e Guido Caprino. Vivono in provincia e hanno costruito il loro equilibrio su una quotidianità apparentemente solida. La partenza della figlia Irene, che lascia casa per frequentare l’università in un’altra città, cambia però gli equilibri familiari e porta alla luce distanze e fragilità rimaste a lungo nascoste.

Il vuoto lasciato dalla ragazza costringe entrambi a confrontarsi con ciò che resta della loro relazione al di fuori del ruolo di genitori. È da questa condizione, spesso definita “sindrome del nido vuoto”, che Foglietta sviluppa una storia centrata sui desideri individuali, sulle aspettative accumulate negli anni e sulla possibilità di ridefinire la propria vita.

Per la regista il film rappresenta anche un risultato personale. Foglietta ha raccontato di averlo desiderato, protetto e seguito con particolare intensità, fino a concedersi un giudizio positivo sul proprio lavoro. Alla base dell’esordio, ha spiegato, c’era soprattutto la necessità artistica di imprimere alla storia uno sguardo personale.

Il racconto familiare diventa così anche uno strumento per interrogarsi sul presente. Foglietta ha richiamato l’attenzione sulla velocità della vita quotidiana e sull’abitudine a rifugiarsi nello scorrimento continuo dei contenuti sul telefono, un comportamento che, a suo giudizio, rischia di allontanare le persone dai propri pensieri e dalle proprie emozioni.

Nelle riflessioni legate al film trova spazio anche il tema dei modelli sociali imposti alle donne. La regista contesta l’idea che la realizzazione femminile debba coincidere necessariamente con la maternità, un’immagine che considera ancora profondamente radicata nella cultura e che ritiene necessario superare.

Foglietta estende il ragionamento anche agli uomini, chiamati a partecipare alla costruzione di un rapporto realmente paritario tra i sessi. Una questione che si lega anche al dibattito sulla presenza femminile alla Mostra di Venezia, dove tra i 21 film di finzione in concorso per il Leone d’oro figura una sola regista donna, la danese-egiziana May el-Toukhy con “Woman Unknown”.

UNA STORIA 2026 Trailer ufficiale del film di Anna Foglietta con Alba Rohrwacher

Video UNA STORIA 2026 Trailer ufficiale del film di Anna Foglietta con Alba Rohrwacher
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