Italia-Spagna, scade lo stop a Schengen: oggi la decisione sui controlli per la crisi di Ceuta

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L’Italia decide oggi se prorogare i controlli alle frontiere interne con la Spagna, in scadenza il 31 agosto. La crisi migratoria di Ceuta resta grave, con migliaia di persone ancora presenti e nuove tensioni nella città autonoma.

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Italia-Spagna, scade lo stop a Schengen: oggi la decisione sui controlli per la crisi di Ceuta
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Il governo italiano deve decidere oggi, 31 agosto, se mantenere anche nelle prossime settimane i controlli temporanei alle frontiere interne con la Spagna. La misura era stata introdotta dopo la grave crisi migratoria esplosa a Ceuta alla fine di luglio e, secondo le indiscrezioni circolate in Spagna, Roma sarebbe orientata verso una proroga di almeno un mese.

La situazione nella città autonoma spagnola in Nord Africa resta difficile. Tra il 30 e il 31 luglio circa 72 mila cittadini di Paesi terzi hanno raggiunto irregolarmente Ceuta dal Marocco. La maggior parte è stata successivamente rimpatriata, ma diverse migliaia di migranti si trovano ancora nell’exclave, dove nelle ultime settimane sono aumentate le tensioni con una parte della popolazione locale.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva anticipato che la decisione sarebbe stata presa alla scadenza della misura. Intervenendo il 28 agosto a Ceglie Messapica, il titolare del Viminale aveva spiegato che le condizioni a Ceuta non potevano ancora essere considerate normalizzate e che il governo avrebbe valutato il quadro complessivo prima di stabilire se ripristinare pienamente la libera circolazione.

La posizione italiana è legata soprattutto ai possibili rischi per la sicurezza derivanti dagli spostamenti all’interno dell’area Schengen di persone non ancora completamente identificate. Piantedosi ha però escluso che il provvedimento rappresenti un’iniziativa ostile verso Madrid, precisando che i controlli sono stati concentrati sui cittadini di Paesi terzi e non hanno riguardato italiani, spagnoli o altri cittadini europei.

Nel frattempo a Ceuta continuano a verificarsi episodi di violenza. Nei giorni scorsi alcuni cittadini marocchini sono stati fermati dopo il lancio di pietre contro militari spagnoli impegnati in attività di pattugliamento. In un altro episodio un veicolo dell’esercito era stato colpito durante disordini che avevano coinvolto decine di migranti, con il ferimento di un soldato.

Madrid sta cercando di rafforzare la gestione dell’emergenza anche attraverso nuovi fondi. Il governo di Pedro Sánchez prepara un piano da 165 milioni di euro destinato alla ripresa economica di Ceuta e al potenziamento dei servizi pubblici. La somma si aggiunge ai 180 milioni già previsti in un programma di medio periodo per la città.

Le autorità spagnole hanno inoltre chiesto il sostegno europeo. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha sollecitato l’intervento di Frontex per rafforzare le operazioni alle frontiere e accelerare l’identificazione delle persone ancora presenti nell’exclave. La crisi di Ceuta resta così il principale elemento alla base della scelta che oggi il governo italiano dovrà compiere sui controlli con la Spagna.

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