Italia-Spagna, controlli Schengen per un mese dopo la crisi migratoria di Ceuta
L’Italia ripristina per un mese controlli mirati su cittadini extra Ue in arrivo dalla Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. Madrid riferisce che oltre 48mila persone sono già rientrate in Marocco e assicura che i flussi restano contenuti.
L’Italia ha ripristinato dal 1° agosto i controlli di frontiera sui collegamenti marittimi e aerei provenienti dalla Spagna. La misura, prevista per un mese e prorogabile, riguarda i cittadini di Paesi extra Ue e punta a verificare la regolarità del loro ingresso dopo l’arrivo di decine di migliaia di migranti nell’exclave spagnola di Ceuta.
Il provvedimento non limita la libera circolazione degli italiani, degli spagnoli e degli altri cittadini europei. Per loro restano valide le procedure ordinarie, con l’obbligo di portare un passaporto oppure una carta d’identità valida per l’espatrio. Nessun cambiamento è previsto per chi parte dall’Italia verso la Spagna.
La decisione è stata adottata dopo la grave crisi scoppiata a Ceuta, territorio spagnolo sulla costa nordafricana. Migliaia di persone hanno attraversato il confine con il Marocco, anche via mare, provocando il sovraccarico delle strutture locali. Il bilancio delle vittime è salito a 57 morti.
Madrid ha comunicato che oltre 48mila migranti sono già tornati in Marocco e ha assicurato che non si sono registrati trasferimenti verso la Spagna continentale o altri Paesi dell’Unione europea. Le partenze da Ceuta e Melilla restano infatti sottoposte a controlli di polizia, con regole specifiche previste dal sistema Schengen.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la reintroduzione dei controlli una misura straordinaria e temporanea, motivata dalla tutela della sicurezza nazionale. Il governo intende ridurre al minimo le conseguenze sul turismo estivo e ha dichiarato la propria disponibilità a partecipare a eventuali iniziative europee di sostegno alla Spagna.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha precisato che le verifiche saranno selettive e rivolte esclusivamente ai viaggiatori extra Ue. Secondo il ministro, non esistono contrasti con Madrid e la decisione rientra nelle possibilità concesse agli Stati membri in presenza di situazioni considerate eccezionali.
La risposta spagnola è stata netta. Il premier Pedro Sánchez ha invitato i partner europei a non alimentare divisioni, richiamando i dati sugli ingressi irregolari registrati negli ultimi anni lungo le diverse rotte dell’Unione. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha ribadito che l’integrità dello spazio Schengen resta garantita e che chi entra a Ceuta non può raggiungere automaticamente la penisola iberica.
Francia e Portogallo hanno scelto una linea diversa da quella italiana. Parigi ha rafforzato la sorveglianza lungo il confine con la Spagna, impiegando unità mobili, aerei e droni. Lisbona ha aumentato la presenza delle forze dell’ordine nelle aree di frontiera, senza sospendere le regole sulla libera circolazione.
Il Codice frontiere Schengen consente a un Paese membro di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne quando ritiene che esista una minaccia seria. La decisione deve essere motivata e comunicata alla Commissione europea. Nel caso italiano, le verifiche interessano soltanto gli arrivi dalla Spagna via mare e via aerea.
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