Bambolina voodoo con amianto, allerta del ministero della Salute per il rischio inalazione
Il ministero della Salute segnala una bambolina voodoo Trendhaus contenente tremolite, una forma di amianto. Il rischio è considerato serio in caso di rottura, perché le fibre possono essere inalate, e il prodotto non va usato né smaltito in casa.
Una bambolina voodoo venduta come giocattolo è stata segnalata dal ministero della Salute per la presenza di tremolite, una delle forme di amianto. Il prodotto è stato classificato con un livello di rischio serio, soprattutto nell'eventualità che l'involucro si rompa e il materiale contenuto al suo interno venga disperso.
La segnalazione riguarda un articolo della marca Trendhaus, modello 964700, appartenente ai lotti 2026 CH34194 3 e 2025 CH33501. In caso di danneggiamento, il pericolo indicato è legato alla possibile inalazione delle fibre di amianto.
Chi dovesse trovare il prodotto è invitato a non utilizzarlo e a non gettarlo insieme ai normali rifiuti domestici. Se la bambolina risulta rotta oppure la sabbia contenuta al suo interno è fuoriuscita, l'indicazione è di rivolgersi alla Asl o all'Ats competente sul territorio.
Particolare attenzione viene richiesta anche a scuole e strutture educative. La raccomandazione è controllare gli eventuali acquisti effettuati nel 2025 e nel 2026 e rimuovere immediatamente la bambolina qualora fosse ancora presente negli ambienti frequentati dai bambini.
Non è il primo richiamo che coinvolge un giocattolo Trendhaus per la presenza di amianto. Alla fine di luglio era stato segnalato anche un articolo a forma di carota, modello 967176, ritirato per una problematica analoga.
Notizie correlate
Caldo e afa sull'Italia, mercoledì 15 città in allerta arancione secondo il ministero della Salute Caldo e afa aumentano in tutta Italia già da oggi, con Roma e altre 14 città in allerta arancione entro mercoledì.
Hantavirus sulla nave Mv Hondius, allerta del ministero della Salute e controlli ai confini Un focolaio di hantavirus sulla nave Mv Hondius ha spinto il ministero della Salute italiano ad attivare gli uffici di frontiera.