Pronto soccorso nel Lazio, l'Ordine dei medici di Roma critica le attese oltre 12 ore

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L’Ordine dei medici di Roma contesta i tempi previsti dal nuovo piano del Lazio sui ricoveri: dopo 12 ore in Pronto soccorso scatta la presa in carico del reparto. Magi chiede più personale, posti letto e servizi territoriali.

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Pronto soccorso nel Lazio, l'Ordine dei medici di Roma critica le attese oltre 12 ore
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Dodici ore di permanenza in Pronto soccorso non possono diventare una soglia ordinaria per la gestione dei pazienti. È la posizione espressa dall’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri sul nuovo Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero approvato dalla Regione Lazio.

Il presidente dell’Ordine, Antonio Magi, riconosce che il documento introduce misure organizzative utili e affronta il sovraffollamento come un problema che coinvolge l’intero ospedale e i servizi territoriali. Le perplessità riguardano però i tempi indicati per la permanenza e la presa in carico dei pazienti.

Il Piano prevede fino a 480 minuti tra la visita e la dimissione o la decisione di ricovero. Per i ricoveri in Terapia intensiva e Psichiatria il limite indicato arriva a 720 minuti, mentre in altri casi la permanenza media in attesa del ricovero può raggiungere i 1.000 minuti. Il passaggio della presa in carico al personale dell’unità operativa di destinazione è previsto dopo il superamento delle 12 ore dall’accesso.

Secondo Magi, tempi così lunghi possono avere conseguenze concrete soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti con più patologie. La permanenza prolungata in ambienti affollati, in attesa di un posto letto, può incidere sulla qualità dell’assistenza, sulla sicurezza e sugli esiti clinici.

L’Ordine richiama anche i dati contenuti nel Piano. Nel 2025 i Pronto soccorso del Lazio hanno registrato oltre 1,8 milioni di accessi. Quasi 260 mila si sono conclusi con un ricovero, mentre più di 61 mila pazienti sono stati trasferiti in un’altra struttura. Quasi la metà dei ricoveri ordinari per acuti ha riguardato persone con almeno 65 anni.

Tra gli obiettivi considerati positivamente c’è il superamento del cosiddetto boarding, cioè la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso dopo la decisione di ricovero e in attesa di un letto disponibile. Per l’Ordine, tuttavia, la riorganizzazione non può produrre risultati senza un numero adeguato di medici specialisti, infermieri e altri professionisti.

Magi indica inoltre la necessità di aumentare i posti letto effettivamente disponibili, accelerare gli accertamenti diagnostici, rendere più efficienti i trasferimenti e rafforzare l’assistenza sul territorio. In particolare, l’Ordine chiede un potenziamento della medicina specialistica territoriale per ridurre gli accessi impropri ai servizi di emergenza.

L’Omceo Roma sollecita infine risorse professionali e strutturali adeguate, insieme a indicatori pubblici e verificabili sui tempi di visita, diagnosi, ricovero, trasferimento e dimissione. Per l’Ordine, il Piano può rappresentare un primo intervento, ma la sua applicazione dovrà essere accompagnata da personale, strutture e controlli capaci di ridurre concretamente le attese dei pazienti.

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