Pavia, 22 guardie zoofile in strada: controlli sui cani e multe fino a 100 euro
Dal 1° agosto a Pavia operano 22 guardie zoofile che controllano cani, guinzagli, deiezioni e microchip. In poco più di due settimane hanno verificato oltre 50 cani e contestato circa 10 sanzioni ai proprietari, da 50 a 100 euro.
A Pavia sono entrate in servizio dal 1° agosto 22 guardie zoofile incaricate di vigilare sul rispetto delle norme che riguardano gli animali e sul decoro urbano. I controlli interessano sia il centro sia le zone periferiche e vengono svolti in collegamento con la polizia locale.
Nelle prime settimane di attività sono stati controllati oltre 50 cani e sono state contestate circa dieci sanzioni. Le irregolarità riscontrate più spesso riguardano gli animali lasciati liberi dove è obbligatorio il guinzaglio e i proprietari che non raccolgono le deiezioni.
Le multe previste sono di 50 euro per chi lascia il cane senza guinzaglio nei luoghi in cui deve essere tenuto legato e di 100 euro per la mancata raccolta dei bisogni. Le verifiche riguardano anche la lunghezza del guinzaglio, che non può superare un metro e mezzo.
Il servizio nasce da una convenzione con il Comune di Pavia. L'avvio era inizialmente previsto per maggio, ma l'autorizzazione della Prefettura è arrivata a luglio. Nei primi giorni le guardie hanno privilegiato gli avvertimenti, passando successivamente alle sanzioni vere e proprie.
Prima di iniziare il turno, gli operatori si recano al comando della polizia locale per ritirare una radio di servizio. In questo modo possono restare in contatto con la centrale durante i pattugliamenti e chiedere supporto in caso di necessità.
Il coordinatore del gruppo, Angelo Zizzi, ha spiegato che le segnalazioni dei cittadini sono numerose, soprattutto per i cani lasciati liberi e per le deiezioni non raccolte. L'attività non riguarda soltanto i cani, ma anche gatti, conigli, uccelli e altri animali presenti sul territorio comunale.
Tra le verifiche rientra anche il controllo del microchip. Le guardie dispongono di un lettore che viene passato nella zona del collo e della spalla dell'animale per individuare il codice identificativo. Se il dispositivo manca, il caso viene comunicato all'Ats e al veterinario di turno.
Il proprietario ha quindi cinque giorni per regolarizzare la posizione. L'eventuale sanzione collegata alla mancata identificazione dell'animale viene successivamente contestata dall'Ats.
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