Mogol compie 90 anni, da Lucio Battisti a Sanremo una vita nella musica italiana
Mogol compie 90 anni il 17 agosto 2026, celebrando una carriera che ha attraversato oltre sei decenni di musica italiana. Dall’incontro con Lucio Battisti al Cet, il suo lavoro ha lasciato un repertorio di 1.776 canzoni.
Giulio Rapetti Mogol festeggia 90 anni lunedì 17 agosto. Nato a Milano nel 1936, è uno degli autori che più hanno segnato la canzone italiana dal secondo dopoguerra a oggi, con una carriera iniziata alla fine degli anni Cinquanta e proseguita attraverso collaborazioni con alcuni dei nomi più importanti della musica leggera.
La musica faceva già parte dell'ambiente familiare. Il padre Mariano Rapetti lavorava nell'editoria musicale della Ricordi ed era a sua volta autore con lo pseudonimo di Calibi. Giulio entrò nello stesso mondo professionale da giovane e cominciò presto a scrivere testi. Nel 1959 la Siae gli assegnò lo pseudonimo Mogol, scelto tra numerose proposte presentate dall'autore. Quel nome sarebbe poi diventato parte del suo cognome anagrafico.
Tra i primi brani della sua carriera figura “Briciole di baci”, inciso da Mina nel 1960. La svolta arrivò l'anno successivo con “Al di là”, interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis e vincitrice del Festival di Sanremo. Nel 1963 Mogol tornò al successo nella manifestazione con “Uno per tutte”, cantata da Tony Renis ed Emilio Pericoli.
Il 1964 fu invece l'anno di “Una lacrima sul viso”, portata a Sanremo da Bobby Solo e diventata uno dei maggiori successi discografici del periodo, pur senza vincere il Festival. Bobby Solo si impose l'anno successivo con “Se piangi se ridi”, altro brano firmato da Mogol. Intanto il suo nome compariva dietro canzoni destinate a entrare nel repertorio popolare italiano, da “Stessa spiaggia stesso mare” a numerosi titoli affidati agli interpreti della nuova scena beat.
Alla fine del 1965 arrivò l'incontro decisivo con Lucio Battisti. All'inizio i due lavorarono soprattutto per altri cantanti e gruppi, poi Battisti passò stabilmente davanti al microfono. Da quella collaborazione nacque una lunga sequenza di brani diventati classici, tra cui “Acqua azzurra acqua chiara”, “Mi ritorni in mente”, “Emozioni”, “Pensieri e parole”, “La canzone del sole”, “I giardini di marzo”, “Il mio canto libero”, “Ancora tu”, “Sì, viaggiare” e “Una donna per amico”.
Il rapporto tra Mogol e Battisti andò oltre il lavoro in studio. Rimase celebre anche il viaggio a cavallo compiuto insieme da Milano a Roma, diventato uno degli episodi simbolo della loro amicizia. Sul piano professionale, il sodalizio contribuì a cambiare il linguaggio della canzone italiana, unendo le composizioni di Battisti a testi capaci di raccontare sentimenti e vita quotidiana con parole immediate.
In quegli anni Mogol partecipò anche alla nascita dell'etichetta Numero Uno insieme, tra gli altri, al padre Mariano e allo stesso Battisti. La coppia continuò a scrivere sia per il cantautore sia per altri interpreti. Mina incise canzoni come “Insieme”, “Io e te da soli” e “Amor mio”, mentre altri brani arrivarono a Equipe 84, Dik Dik e Patty Pravo.
La collaborazione tra Mogol e Battisti terminò all'inizio degli anni Ottanta. L'ultimo album realizzato insieme fu “Una giornata uggiosa”, pubblicato nel 1980. Battisti avrebbe poi seguito altre strade artistiche e, dal 1986 al 1994, avrebbe pubblicato cinque album con i testi di Pasquale Panella. Mogol proseguì invece il proprio percorso lavorando con Riccardo Cocciante, Gianni Bella, Mango, Adriano Celentano, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti, Zucchero e Gigi D'Alessio.
La morte di Battisti, avvenuta nel 1998, non ha spezzato il legame tra i due nomi nell'immaginario collettivo. Negli anni successivi Mogol ha continuato a difendere e raccontare quel patrimonio musicale, mentre i rapporti sulla gestione dell'eredità artistica del cantautore hanno dato origine anche a controversie con gli eredi.
La sua attività non si è limitata alla scrittura. Nei primi anni Ottanta Mogol partecipò con Gianni Morandi alla crescita della Nazionale Cantanti, impegnata nella raccolta di fondi per iniziative benefiche. Dal 2018 al 2022 è stato inoltre presidente della Siae.
Un'altra parte centrale del suo lavoro è legata alla formazione. Nel 1992 si trasferì in Umbria e fondò il Cet, Centro Europeo di Toscolano, associazione senza scopo di lucro dedicata alla preparazione di autori, compositori, musicisti e interpreti. Attraverso corsi e periodi di studio, la struttura ha accolto negli anni giovani interessati a costruire un percorso professionale nella musica.
Nel corso della sua carriera Mogol ha indicato in 1.776 i brani depositati a suo nome e in oltre 523 milioni i dischi venduti nel mondo legati alle sue opere. Numeri che accompagnano un catalogo costruito lungo più di sessant'anni e attraversato da canzoni rimaste presenti nelle radio, nei concerti e nel repertorio di generazioni diverse.
Alla vigilia dei 90 anni Mogol ha affidato anche a un libro il racconto della propria storia. “Senza paura. La mia vita”, pubblicato da Salani, ripercorre l'infanzia, l'ingresso quasi casuale nel mestiere di autore, gli incontri professionali, la famiglia, lo sport e soprattutto il rapporto con Battisti, descritto anche nei suoi aspetti personali e nelle divergenze che portarono alla separazione artistica.
Nel volume torna anche il ricordo di un bambino giudicato poco portato per la musica e senza particolare interesse per il pianoforte. Da quella partenza lontana dalle aspettative nacque invece un percorso che avrebbe attraversato Sanremo, l'industria discografica, la stagione del beat, il cantautorato e la formazione di nuovi talenti. A 90 anni, il nome di Mogol resta legato a una parte decisiva della storia della musica popolare italiana.
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