Trump cambia le raccomandazioni sui vaccini infantili, MMR separato e meno dosi universali
Donald Trump ha firmato un ordine che restringe a 11 malattie le vaccinazioni raccomandate a tutti i bambini negli Usa e punta a separare il vaccino MMR. Il presidente ha inoltre rilanciato affermazioni non provate su vaccini e autismo.
Donald Trump ha modificato la linea federale statunitense sulle vaccinazioni infantili con un ordine esecutivo firmato il 10 agosto 2026. Il provvedimento riconosce come raccomandazioni di base per tutti i bambini le immunizzazioni contro 11 malattie, rispetto alle 18 considerate nel calendario federale del 2024, lasciando altri vaccini alle categorie a rischio o alla valutazione condivisa tra famiglie e medici.
Tra le vaccinazioni che restano raccomandate per tutti figurano quelle contro morbillo, parotite, rosolia, difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B, malattia pneumococcica, papillomavirus umano e varicella. Per epatite A e B, meningococco, influenza, Covid-19 e altre immunizzazioni le indicazioni cambiano invece in base al rischio individuale o alla decisione presa con il medico.
Una delle novità più rilevanti riguarda il vaccino MMR contro morbillo, parotite e rosolia. L'ordine indica che le tre componenti dovrebbero essere somministrate separatamente quando negli Stati Uniti saranno disponibili prodotti monovalenti e chiede, per quanto possibile, di distribuire le vaccinazioni infantili su visite mediche differenti. Le singole formulazioni contro morbillo, parotite e rosolia non sono attualmente disponibili sul mercato statunitense.
Presentando la misura, Trump ha sostenuto che in passato i bambini ricevessero meno vaccini e ha collegato questa differenza alla crescita delle diagnosi di autismo. Ha anche ipotizzato che somministrare più prodotti insieme possa comportare rischi maggiori, senza presentare nuovi dati scientifici a sostegno di un rapporto causale. Le sue dichiarazioni hanno quindi riaperto una controversia che da anni accompagna il dibattito statunitense sulle vaccinazioni.
Le affermazioni su un possibile legame tra vaccini e autismo non trovano conferma nelle principali revisioni scientifiche internazionali. Nel dicembre 2025 il comitato globale dell'Organizzazione mondiale della sanità per la sicurezza dei vaccini, dopo aver riesaminato studi pubblicati fino all'agosto dello stesso anno, ha concluso che le prove disponibili non mostrano un nesso causale tra vaccinazioni e disturbi dello spettro autistico.
L'ordine presidenziale non si limita al calendario vaccinale. Il Dipartimento della Salute dovrà presentare entro 90 giorni un piano per riesaminare tempi e sequenza delle somministrazioni, migliorare il monitoraggio della sicurezza e valutare in modo continuativo il rapporto tra rischi e benefici. L'amministrazione vuole inoltre favorire una maggiore possibilità di scelta da parte dei genitori.
Le regole per l'accesso alle scuole restano comunque in larga parte una competenza dei singoli Stati. La Casa Bianca li invita a riesaminare leggi e requisiti vaccinali alla luce delle nuove indicazioni federali, mentre l'ordine incarica anche le autorità federali di intervenire nei contenziosi che riguardano autorità dei genitori, libertà religiosa ed esenzioni previste dalla legge.
La nuova impostazione ha incontrato l'opposizione di pediatri e organizzazioni mediche, che continuano a sostenere i calendari vaccinali basati sulle precedenti raccomandazioni e contestano la scelta di separare il vaccino MMR. Tra i timori espressi c'è quello che un maggior numero di visite e somministrazioni distinte possa ritardare il completamento delle vaccinazioni e prolungare il periodo in cui i bambini restano esposti a malattie prevenibili.
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