Cloudflare OS diventa open source, app con agenti AI anche per chi non programma
Cloudflare ha reso open source Cloudflare OS, piattaforma interna per creare app e automazioni con agenti AI anche senza competenze di programmazione. Il sistema usa sandbox e permessi granulari per limitare rischi e accessi ai dati aziendali.
Cloudflare ha pubblicato come progetto open source Cloudflare OS, l'ambiente sviluppato inizialmente per consentire ai propri dipendenti di creare applicazioni e automazioni attraverso agenti di intelligenza artificiale. La piattaforma permette di descrivere in linguaggio naturale un'attività o un flusso di lavoro e affidare all'AI la generazione del codice necessario.
La disponibilità pubblica è stata annunciata il 5 agosto 2026 dopo diversi mesi di sviluppo e sperimentazione interna. Secondo l'azienda, migliaia di dipendenti utilizzano ogni giorno il sistema per preparare documenti e presentazioni, automatizzare operazioni ripetitive e realizzare piccole applicazioni per consultare o rappresentare dati.
Uno degli obiettivi principali riguarda la sicurezza del cosiddetto vibe-coding, cioè la creazione di software attraverso istruzioni impartite a un modello AI senza intervenire direttamente sul codice. Cloudflare ha progettato l'ambiente affinché anche persone prive di competenze da sviluppatore possano costruire strumenti senza ottenere automaticamente accesso alle risorse aziendali.
Il modello prevede istanze separate per le singole applicazioni e per i relativi contenuti. Un editor di documenti, per esempio, può eseguire ogni file in una propria sandbox, mentre la piattaforma stabilisce quali utenti siano autorizzati ad accedervi. Ogni persona lavora inoltre su una copia indipendente del codice, che può modificare senza intervenire direttamente su quella degli altri.
Alla base dell'isolamento ci sono i Dynamic Workers, tecnologia di Cloudflare che utilizza istanze del motore JavaScript V8 invece dei tradizionali container. Questi ambienti possono avviarsi in pochi millisecondi e richiedono pochi megabyte di memoria. Cloudflare indica prestazioni di avvio fino a 100 volte superiori e un consumo di memoria tra 10 e 100 volte inferiore rispetto a un container tipico.
Anche l'accesso ai dati viene limitato fin dall'avvio. Gli agenti AI non ricevono permessi predefiniti per consultare o condividere risorse e devono richiederli attraverso Cloudflare OS. Il codice eseguito sul server non dispone di collegamenti di rete in uscita globali, mentre quello eseguito nel browser opera in un ambiente isolato. L'accesso a servizi esterni deve quindi essere concesso in modo esplicito.
Cloudflare OS non è legato a un unico modello di intelligenza artificiale. Le organizzazioni possono scegliere modelli differenti in base al tipo di attività e controllare i costi generati dalle richieste AI. Gli amministratori possono monitorare la spesa, impostare budget e applicare limiti alla frequenza di utilizzo, evitando di destinare modelli più costosi a compiti semplici.
Durante i test interni, Cloudflare ha anche modificato il modo in cui distribuiva gli strumenti AI ai dipendenti. In una prima fase aveva adattato interfacce pensate soprattutto per gli sviluppatori, ma il risultato era stato un aumento di piccole applicazioni prodotte senza una necessità concreta. L'azienda ha quindi distinto maggiormente gli strumenti destinati alla programmazione da quelli pensati per il lavoro quotidiano.
La diffusione del codice generato dall'AI ha inoltre portato Cloudflare a introdurre linee guida interne per la revisione del software. Il documento, denominato Cloudflare Engineering Codex, è stato pensato come riferimento sia per gli ingegneri sia per gli agenti AI chiamati a controllare il codice e individuare possibili problemi prima della distribuzione.
Il codice di Cloudflare OS può ora essere esaminato e provato dagli sviluppatori sui propri sistemi, ma il deployment del backend sulla piattaforma Cloudflare richiede un abbonamento al piano Workers Paid. Il requisito non era indicato con sufficiente chiarezza nelle prime istruzioni di installazione e un utente di GitHub aveva segnalato di aver scoperto il limite durante la procedura. Cloudflare ha successivamente aggiornato il processo per mostrare l'avviso prima dell'avvio del deployment.
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