Zanzare e West Nile, perché il caldo da solo non basta a far aumentare i contagi

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Il caldo da solo non determina l’aumento delle zanzare né delle infezioni che trasmettono. Piogge, umidità, ciclo riproduttivo e presenza di uccelli influenzano la diffusione del West Nile, che nel 2026 registra meno casi rispetto al 2025.

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Le temperature elevate non provocano automaticamente un aumento delle zanzare e delle malattie trasmesse dalle loro punture. La diffusione degli insetti e dei virus dipende da una combinazione di fattori ambientali e biologici, tra cui piogge, umidità e disponibilità degli animali che ospitano gli agenti infettivi.

A spiegare il fenomeno è l’epidemiologo Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Secondo l’esperto, collegare in modo diretto il caldo estremo alla crescita dei contagi porta a una lettura troppo semplice di dinamiche molto più articolate.

Nel 2026 il ciclo riproduttivo delle zanzare è iniziato in anticipo, ma questo non si è tradotto finora in un’attività superiore rispetto alla stagione precedente. Le precipitazioni scarse e il lungo periodo di sole potrebbero aver limitato la formazione di ristagni d’acqua, indispensabili per lo sviluppo delle larve.

La differenza emerge anche dai dati sul virus West Nile. Nei primi mesi della stagione di sorveglianza i casi registrati in Italia risultano nettamente inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025, anno caratterizzato da una circolazione particolarmente intensa dell’infezione.

Un ruolo decisivo può essere svolto anche dagli uccelli, che rappresentano il principale serbatoio naturale del virus. Le condizioni meteorologiche, la scarsità d’acqua e gli spostamenti dell’avifauna possono modificare la presenza del patogeno e la probabilità che le zanzare lo trasmettano all’uomo.

L’andamento delle arbovirosi non può quindi essere previsto osservando soltanto la temperatura. La sorveglianza sanitaria ed entomologica resta necessaria per seguire l’evoluzione dei contagi, individuare tempestivamente le aree più esposte e applicare interventi di prevenzione mirati.

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