Ceuta, almeno 18 migranti morti: la Spagna schiera l'esercito e Roma valuta Schengen

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Almeno 18 migranti sono morti tentando di raggiungere Ceuta dal Marocco, mentre l’arrivo di migliaia di persone ha travolto i soccorsi e spinto la Spagna a schierare l’esercito. Roma valuta lo stop temporaneo a Schengen con Madrid.

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Almeno 18 Migranti sono morti il 30 luglio nel tentativo di entrare a Ceuta dal Marocco, mentre l’arrivo di migliaia di persone ha messo sotto pressione i soccorsi e le forze di sicurezza. Il governo spagnolo ha mobilitato i reparti dell’esercito presenti nella città autonoma per affiancare Guardia Civil e polizia.

Gli attraversamenti sono iniziati intorno a mezzogiorno e sono proseguiti per diverse ore. Molti migranti hanno cercato di raggiungere il territorio spagnolo a nuoto, passando dalla zona di confine del Tarajal. Gli operatori sanitari e gli agenti hanno prestato assistenza ai feriti, ma la portata dell’emergenza ha superato rapidamente le capacità locali.

Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha programmato una visita a Ceuta insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska. Madrid ha inoltre rafforzato i controlli nell’altra città autonoma spagnola in Nord Africa, Melilla, chiudendo il valico di Beni Enzar dopo un tentativo di ingresso collettivo.

La crisi ha provocato anche uno scontro politico tra Italia e Spagna. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato di essersi confrontata con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e ha annunciato la convocazione degli organismi competenti per valutare misure straordinarie.

Tra le ipotesi indicate dalla premier figura la sospensione temporanea della libera circolazione prevista dallo spazio Schengen nei collegamenti con la Spagna. Meloni ha motivato la posizione con la necessità di proteggere i confini italiani e la sicurezza dei cittadini dalle possibili conseguenze dell’arrivo massiccio a Ceuta.

Il governo spagnolo ha reagito convocando l’ambasciatore italiano a Madrid. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha contestato le dichiarazioni provenienti da Roma, aprendo un caso diplomatico tra i due Paesi sulla gestione dei flussi migratori e sulle eventuali ripercussioni nel resto dell’Unione europea.

La situazione richiama quanto accaduto nel maggio 2021, quando migliaia di persone superarono il confine tra Marocco e Ceuta nell’arco di poche ore. Anche allora le strutture di accoglienza e le forze dell’ordine furono costrette a gestire un afflusso improvviso, con gravi difficoltà operative e umanitarie.

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