Pietracatella, nuovi sopralluoghi nella casa delle vittime per cercare tracce di ricina
A Pietracatella sono iniziati nuovi sopralluoghi nella casa della famiglia Di Vita per cercare tracce di ricina. Le verifiche puntano a chiarire la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, avvenuta a fine dicembre 2025.
Sono iniziate alle 9 di giovedì 30 luglio le nuove operazioni nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli investigatori cercano eventuali tracce di Ricina legate alla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute alla fine di dicembre 2025.
La zona intorno all’abitazione è stata transennata per consentire lo svolgimento dei rilievi in sicurezza. Sul posto sono arrivati decine di agenti della Polizia di Stato e la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che coordina l’inchiesta sul duplice avvelenamento.
All’interno dell’edificio possono entrare soltanto gli esperti del Robert Koch Institut di Berlino e gli specialisti italiani incaricati dalla Procura. Avvocati e consulenti assistono invece alle attività a distanza, attraverso i collegamenti predisposti in un mezzo parcheggiato vicino alla casa.
I nuovi accertamenti dovranno stabilire se nell’abitazione siano rimasti residui della sostanza tossica e raccogliere elementi utili a ricostruire come sia avvenuta l’esposizione. Gli esami medico-legali hanno attribuito entrambi i decessi a dosi letali di ricina.
Davanti alla casa è arrivato anche il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone. Il primo cittadino ha riferito che la comunità chiede di conoscere la verità sulla morte delle due donne e sostiene le attività condotte dalla magistratura e dalla polizia.
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