Ricina a Pietracatella, sotto esame la colazione del 24 dicembre e le scale esterne

Notizia in breve

Gli investigatori sul duplice avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita a Pietracatella riesaminano la colazione del 24 dicembre e le scale esterne della casa, cercando il possibile punto d’ingresso del veleno.

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Ricina a Pietracatella, sotto esame la colazione del 24 dicembre e le scale esterne
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Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvelenate con la Ricina a Pietracatella, si concentrano sulla colazione consumata il 24 dicembre e sugli accessi esterni dell’abitazione. Gli investigatori cercano di stabilire quando e in quale modo la sostanza tossica sia entrata nella casa della famiglia.

La Squadra Mobile di Campobasso ha avviato un nuovo ciclo di audizioni con persone vicine alle due vittime. Le dichiarazioni vengono confrontate con le testimonianze già raccolte, per verificare la successione degli eventi avvenuti tra il 23 e il 24 dicembre e trovare riscontri utili all’inchiesta.

Tra gli elementi riesaminati figurano le scale esterne dell’edificio, dalle quali sarebbe possibile raggiungere il terzo piano senza attraversare l’appartamento principale. Alice Di Vita aveva riferito di aver utilizzato quel percorso la sera del 23 dicembre per rientrare nella propria stanza. Gli accertamenti dovranno chiarire se quell’accesso abbia avuto un ruolo nella vicenda.

Gli inquirenti stanno ricostruendo anche i pasti consumati dalla famiglia nelle ore precedenti ai primi malori. Oltre alla cena del 23 dicembre e al cenone della Vigilia nell’appartamento della nonna, l’attenzione riguarda la colazione del 24 dicembre, indicata tra i possibili momenti di esposizione alla ricina.

Secondo le informazioni emerse durante la trasmissione Vita in Diretta, quel pasto non sarebbe stato menzionato nelle prime testimonianze. Gli investigatori stanno quindi cercando di accertare chi fosse presente, quali alimenti e bevande siano stati consumati e se vi siano elementi utili per ricostruire la possibile somministrazione del veleno.

La causa delle morti è stata ricondotta all’avvelenamento da ricina, mentre resta ancora da individuare il mezzo utilizzato per introdurre la sostanza nell’abitazione. Le ipotesi riguardano un alimento, una bevanda, un oggetto o un dono ricevuto durante le festività natalizie. Al momento nessuna pista è considerata decisiva e gli accertamenti proseguono su più fronti.

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