Pietracatella, nuove analisi sulla ricina: sotto esame 70 alimenti e gli anticorpi dei familiari

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Mamma e figlia morte a Pietracatella per sospetto avvelenamento da ricina, l'inchiesta entra in una fase decisiva con esperti italiani e tedeschi. Saranno analizzati 70 alimenti, oggetti della casa e gli anticorpi dei due familiari sopravvissuti.

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Pietracatella, nuove analisi sulla ricina: sotto esame 70 alimenti e gli anticorpi dei familiari
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L'inchiesta sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, decedute a Pietracatella durante le festività natalizie per il sospetto avvelenamento da ricina, compie un nuovo passo. A Pavia si è svolto un incontro tra magistrati, investigatori e specialisti italiani e tedeschi per definire le prossime attività scientifiche destinate a chiarire le cause del duplice decesso.

Al Centro Antiveleni Tossicologico Maugeri hanno preso parte i rappresentanti della Procura di Larino, gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso, il professor Carlo Locatelli e gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, struttura specializzata nell'identificazione delle tossine biologiche. Il confronto è servito a coordinare le analisi già effettuate e a programmare gli accertamenti successivi, sfruttando metodologie capaci di individuare eventuali tracce di ricina anche a distanza di molti mesi dai fatti.

Tra gli esami previsti rientra il controllo di circa 70 alimenti sequestrati nelle abitazioni della famiglia Di Vita. I consulenti dovranno verificare se nei campioni siano presenti residui della sostanza tossica. Le verifiche interesseranno anche mobili, indumenti e altri oggetti recuperati nell'abitazione, con un nuovo sopralluogo che dovrebbe essere effettuato nelle prossime settimane.

Gli investigatori hanno disposto inoltre accertamenti sui due familiari sopravvissuti, Gianni e Alice Di Vita. Attraverso specifici test sarà verificata l'eventuale presenza di anticorpi contro la ricina, un elemento che potrebbe indicare un precedente contatto con la tossina e fornire ulteriori indicazioni utili alla ricostruzione della vicenda.

Alla riunione erano presenti anche il procuratore Elvira Antonelli, il questore di Campobasso Domenico Farinacci, il dirigente della Squadra Mobile Marco Graziano e i consulenti tedeschi Christian Herzog e Sylvia Worbs. Le parti coinvolte nell'inchiesta hanno avuto la possibilità di assistere alle operazioni tramite i rispettivi legali. Le nuove verifiche rappresentano una fase centrale delle indagini, avviate per accertare come la ricina abbia provocato la morte delle due donne e ricostruire l'origine del veleno.

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