Enzo Iacchetti, polemiche per la frase su Schillaci e le scuse dopo la gag sulla Tac
Enzo Iacchetti ha scatenato polemiche dopo una battuta sul ministro Orazio Schillaci e le lunghe attese per Tac e risonanze. Il conduttore ha poi chiarito di non avergli augurato la morte e ha presentato pubblicamente le sue scuse.
Enzo Iacchetti è finito al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni pronunciate il 17 luglio 2026 a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, durante un incontro della rassegna Naturalmente Pianoforte condotto da Andrea Scanzi. Il passaggio più contestato ha riguardato il ministro della Salute Orazio Schillaci e i tempi di attesa per gli esami diagnostici.
Davanti al pubblico, il conduttore televisivo ha immaginato il ministro alle prese con gli stessi problemi affrontati ogni giorno da molti pazienti. Iacchetti ha descritto il caso di una persona costretta ad attendere otto mesi per una Tac o una risonanza magnetica, aggiungendo che nel frattempo potrebbe morire, come accadrebbe in alcuni casi nella sanità italiana.
Le parole hanno provocato reazioni immediate nel mondo politico. Esponenti della maggioranza hanno accusato Iacchetti di avere superato i limiti della satira e di aver rivolto un augurio di morte a un rappresentante del governo. Le critiche si sono concentrate soprattutto sulla durezza della frase e sul rischio di alimentare tensioni nel dibattito pubblico.
Dopo la diffusione dei video dell’incontro, Iacchetti è intervenuto sui social per spiegare il senso del suo intervento. Rivolgendosi direttamente a Schillaci, ha negato di avergli augurato la morte e ha sostenuto di aver costruito una gag sulle difficoltà della sanità pubblica e sulle lunghe liste di attesa.
Il presentatore ha quindi chiesto scusa al ministro nel caso si fosse sentito offeso. Secondo la sua ricostruzione, la battuta voleva mostrare cosa accadrebbe se un componente del governo fosse privato dei vantaggi legati al proprio ruolo e costretto ad affrontare gli stessi disservizi dei comuni cittadini.
L’intervento di Pratovecchio non si era limitato al ministro della Salute. Iacchetti aveva aperto il suo monologo annunciando una serie di desideri dedicati ai componenti del governo e ad altri esponenti politici, utilizzando immagini provocatorie per affrontare temi come immigrazione, lavoro, trasporti e guerra a Gaza.
Parlando di Roberto Vannacci e delle proposte sulla remigrazione, aveva immaginato il politico impegnato nella raccolta dei pomodori in Puglia durante l’estate, con una paga molto bassa e in condizioni di lavoro pesanti. Aveva poi citato i lavoratori che asfaltano le strade di notte ad alte temperature, sostenendo che molti impieghi faticosi vengono svolti dagli immigrati.
A Matteo Salvini aveva invece riservato una scena ambientata su un Frecciarossa. Iacchetti aveva descritto il leader della Lega bloccato per ore in seconda classe, con temperature elevate e senza aria condizionata, richiamando i disagi affrontati dai passeggeri durante ritardi e guasti ferroviari.
Nel corso della serata il conduttore aveva affrontato anche la guerra nella Striscia di Gaza e la posizione del governo italiano nei confronti di Israele. Aveva immaginato che, in futuro, la figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni potesse chiedere alla madre spiegazioni sulle vittime civili e sulle scelte compiute durante il conflitto.
Non erano mancate critiche rivolte al mondo della cultura. Iacchetti aveva contestato Francesco De Gregori dopo le dichiarazioni del cantautore sul ruolo pubblico degli artisti, sostenendo che anche scegliere di non prendere posizione rappresenta comunque una forma di esposizione.
La polemica su Schillaci è stata però quella con le conseguenze più rilevanti. La precisazione pubblicata il 22 luglio ha cercato di separare la provocazione sulle liste di attesa da un attacco personale al ministro. Iacchetti ha ribadito che il bersaglio della battuta erano i ritardi negli esami e le difficoltà incontrate dai pazienti, non la vita di Schillaci.
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