Enzo Iacchetti attacca Schillaci, polemiche sulle frasi dette a Pratovecchio

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Enzo Iacchetti torna al centro delle polemiche dopo le frasi pronunciate a Pratovecchio contro il ministro Orazio Schillaci, il governo e Israele. Il conduttore ha legato il suo attacco alle attese per Tac e risonanze nella sanità pubblica.

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Enzo Iacchetti ha rivolto un duro attacco al ministro della Salute Orazio Schillaci durante un incontro pubblico a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, provocando nuove polemiche. Parlando delle liste d’attesa nella sanità pubblica, il conduttore ha immaginato il ministro costretto ad aspettare per mesi una Tac o una risonanza magnetica, aggiungendo di augurarsi che morisse prima dell’esame, come a suo dire accade a numerosi cittadini.

Le dichiarazioni sono state pronunciate il 17 luglio 2026 durante la rassegna Naturalmente Pianoforte, nel corso di un dialogo con il giornalista Andrea Scanzi. Iacchetti ha affrontato diversi temi politici, rivendicando la propria identità di «militante comunista» e criticando il governo guidato da Giorgia Meloni.

Nel suo intervento ha parlato anche di immigrazione e lavoro agricolo. Con tono polemico, ha auspicato che la raccolta dei pomodori in Puglia fosse affidata ai sostenitori della cosiddetta remigrazione, termine utilizzato per indicare il rimpatrio degli immigrati. Il conduttore è poi tornato sulla guerra a Gaza, accusando l’esecutivo italiano di sostenere Israele.

Quello avvenuto nel Casentino è l’ultimo episodio di una serie di scontri pubblici iniziata nei mesi precedenti. Il 16 settembre 2025, durante una puntata di “È sempre Cartabianca”, Iacchetti ebbe un acceso confronto con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, mentre in trasmissione si discuteva delle vittime palestinesi e delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.

La discussione degenerò dopo le contestazioni di Mizrahi sui dati citati dal conduttore e la domanda «definisci bambino», riferita alle vittime del conflitto. Iacchetti reagì con insulti e minacce, mentre Bianca Berlinguer tentava di riportare la calma. Lo scontro provocò reazioni critiche da parte di esponenti del centrodestra e di rappresentanti delle comunità ebraiche.

Nel novembre 2025 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane presentò una denuncia contro Iacchetti per istigazione all’odio razziale. L’Ucei gli contestò dichiarazioni ritenute capaci di demonizzare Israele e il popolo ebraico e di riproporre pregiudizi antisemiti. Il conduttore respinse le accuse attraverso i social e annunciò che si sarebbe difeso nelle sedi competenti.

Un altro fronte si aprì nel febbraio 2026, quando i legali di Iacchetti diffidarono Meta Platforms chiedendo la rimozione di alcuni contenuti pubblicati su Facebook. Secondo il suo ufficio stampa, si trattava di fotomontaggi e testi falsi o offensivi, alcuni dei quali lo associavano all’ideologia nazista. Il presentatore annunciò iniziative giudiziarie contro gli autori, sostenendo di essere stato bersaglio di una campagna denigratoria.

Nei mesi successivi Iacchetti ha continuato a intervenire sul conflitto in Medio Oriente attraverso programmi televisivi, incontri pubblici e messaggi sui social. Alle critiche rivolte al governo israeliano ha affiancato quelle contro l’esecutivo italiano, fino alle parole pronunciate a Pratovecchio sulla sanità, sull’immigrazione e sul ministro Schillaci.

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