Grasso da donatori deceduti, negli Usa cresce il ritocco estetico senza liposuzione

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Negli Stati Uniti cresce l’uso di grasso umano da donatori deceduti per rimodellare seno, glutei e altre aree senza liposuzione. Il trattamento promette tempi rapidi, ma apre dubbi su sicurezza, durata, costi e consenso alla donazione.

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Grasso da donatori deceduti, negli Usa cresce il ritocco estetico senza liposuzione
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Negli Stati Uniti si sta diffondendo un trattamento estetico che utilizza tessuto adiposo proveniente da donatori deceduti per aumentare i volumi del corpo senza prelevare grasso dal paziente. Il materiale viene lavorato, purificato e preparato per essere iniettato nelle aree da rimodellare.

La procedura viene proposta soprattutto per seno, glutei e altre zone che hanno perso pienezza. Rispetto al lipofilling tradizionale, non richiede una liposuzione preliminare e può essere eseguita senza anestesia generale, con tempi di trattamento e recupero più brevi.

Tra i prodotti disponibili negli Stati Uniti figura alloClae, un tessuto adiposo strutturale pronto all’uso destinato al rimodellamento corporeo. Secondo l’azienda produttrice, dal maggio 2025 il materiale è stato utilizzato su oltre 2.000 pazienti. Il prezzo può raggiungere diverse migliaia di dollari per ogni siringa e aumenta in base al volume necessario.

La domanda è cresciuta anche con la diffusione dei farmaci GLP-1 impiegati contro il diabete e l’obesità. Il dimagrimento rapido può ridurre il grasso in varie parti del corpo, lasciando guance scavate, pelle rilassata e una perdita evidente di volume. L’espressione “Ozempic face” viene usata per descrivere questi cambiamenti, che possono però verificarsi dopo qualsiasi forte perdita di peso.

Le iniezioni di grasso donato vengono così presentate come una possibile soluzione per recuperare volume senza ricorrere al trasferimento del proprio tessuto adiposo. Per le aree più piccole, come viso, mani e collo, esistono prodotti disponibili da anni, mentre le formulazioni più recenti consentono di trattare zone corporee più estese.

Il nuovo mercato solleva però interrogativi medici. Mancano ancora studi comparativi ampi e dati a lungo termine sulla durata dei risultati. Tra i rischi possibili figurano noduli, riassorbimento del materiale e necrosi del grasso, una complicazione che si verifica quando il tessuto iniettato non riceve un apporto di sangue sufficiente.

Una paziente sottoposta negli Stati Uniti a un aumento del seno con grasso donato ha riferito dolore, alterazioni del colore della pelle, fuoriuscita di liquido e formazione di noduli. Il tessuto danneggiato è stato in parte aspirato, ma la donna potrebbe aver bisogno di un intervento per rimuovere i residui.

Alle questioni sanitarie si aggiungono quelle etiche. Negli Stati Uniti le regole sulla donazione del corpo e sui tessuti non destinati ai trapianti variano da uno Stato all’altro. Il nodo riguarda soprattutto la consapevolezza dei donatori e delle famiglie sull’eventuale impiego commerciale del tessuto in procedure estetiche.

Lo Stato di New York ha negato l’autorizzazione alla distribuzione di alloClae e la società produttrice ha avviato una causa contro il Dipartimento della Salute. L’azienda sostiene che il prodotto rispetti le norme federali, mentre alcuni specialisti chiedono sperimentazioni più solide prima di adottarlo su larga scala.

Nonostante le riserve, il trattamento continua a trovare spazio nelle cliniche statunitensi. I sostenitori puntano sulla disponibilità immediata del materiale e sull’assenza di liposuzione, mentre i medici più prudenti invitano a valutare con attenzione benefici, costi e possibili complicazioni.

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