Rachid Nachad ucciso a Castelveccana, scontro sulla chat Mao Hunting
Nel processo per la morte di Rachid Nachad, ucciso nel 2023 nei boschi di Castelveccana, una chat dei carabinieri chiamata “Mao Hunting” entra nel confronto tra accusa e difesa. I legali degli imputati parlano di battute goliardiche.
Una conversazione WhatsApp denominata “Mao Hunting”, espressione tradotta dalla parte civile come “caccia al marocchino”, è entrata nel processo per la morte di Rachid Nachad. Il cittadino marocchino di 32 anni fu ucciso il 10 febbraio 2023 durante un’operazione antidroga nei boschi di Castelveccana, in provincia di Varese.
Davanti al giudice per l’udienza preliminare Marcello Buffa sono imputati due militari. Un ex carabiniere, all’epoca in servizio alla Compagnia di Luino, deve rispondere di omicidio volontario. Un suo superiore, successivamente trasferito in un altro ufficio, è accusato di aver favorito il collega dopo la sparatoria.
Nel corso dell’udienza del 13 luglio 2026 è stato ascoltato per oltre tre ore Ruggero Pettinelli, consulente balistico nominato dalla difesa. Il giudice avrebbe dovuto sentire anche quattro colleghi degli imputati, ma la loro audizione è stata rinviata al 24 settembre dopo un’eccezione presentata dai legali della famiglia della vittima.
L’avvocato Marco Romagnoli, che rappresenta i familiari di Nachad, ha richiamato il contenuto delle conversazioni acquisite durante le indagini. Secondo il legale, alcuni carabinieri avrebbero raggiunto i boschi portando da casa fucili da caccia e adottando un metodo conosciuto anche lungo la catena di comando. Romagnoli ha inoltre criticato l’assenza in aula del ministero e la mancata costituzione come parte civile.
Le difese respingono questa ricostruzione. Luca Marsico, avvocato del militare accusato di favoreggiamento, ha spiegato che la questione sarà affrontata quando le chat verranno esaminate nel rito abbreviato. Lucio Lucia, difensore dell’imputato accusato di omicidio, sostiene invece che quei gruppi servissero a coordinare gli interventi contro lo spaccio nei boschi e che le frasi contestate fossero soltanto battute goliardiche scambiate tra colleghi.
Per Lucia, il tema delle conversazioni sarebbe stato sollevato dopo una deposizione favorevole alla tesi difensiva. Il consulente balistico avrebbe attribuito l’esito mortale alle caratteristiche dei proiettili utilizzati, descritti come munizioni con difetti costruttivi capaci di raggiungere velocità imprevedibili e quasi doppie rispetto a quelle attese. Il pubblico ministero ha chiesto di poter ascoltare nuovamente il proprio esperto.
La parte civile contesta le conclusioni della consulenza e ritiene che saranno smentite durante il procedimento. Secondo l’accusa, Nachad venne raggiunto a distanza ravvicinata da un proiettile di gomma sparato con un fucile ad alto potenziale. I familiari chiedono quindi di chiarire chi abbia scelto quelle munizioni e per quale motivo si sia deciso di aprire il fuoco contro un uomo che, secondo la loro ricostruzione, era disarmato.
Notizie correlate
Chat Control, il Parlamento Ue limita i controlli: escluse le chat cifrate come WhatsApp Il Parlamento europeo ha modificato la proposta sul Chat Control, consentendo alle piattaforme controlli volontari contro gli abusi sui minori ma escludendo le chat con crittografia end-to-end, come WhatsApp, Signal e Telegram.
Trump appoggia Vance: Gli europei sono parassiti, polemiche sulla chat segreta del Pentagono