Brasile, donna liberata a 62 anni dopo 55 anni di schiavitù domestica a Fortaleza

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Una donna di 62 anni è stata liberata a Fortaleza dopo 55 anni di lavoro domestico senza paga né ferie. Entrata in casa a sette anni, riceverà un appartamento e 10 mila dollari, mentre le autorità preparano il suo reinserimento.

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Brasile, donna liberata a 62 anni dopo 55 anni di schiavitù domestica a Fortaleza
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Una donna di 62 anni è stata liberata a Fortaleza, nel nord-est del Brasile, dopo aver trascorso 55 anni al servizio della stessa famiglia senza ricevere uno stipendio, senza ferie e senza poter condurre una vita autonoma. La vittima, il cui nome non è stato reso pubblico, era entrata in quella casa quando aveva appena sette anni.

Il caso è stato scoperto dal Ministero pubblico del lavoro brasiliano in seguito a una segnalazione anonima. Secondo gli accertamenti, la donna avrebbe lavorato per tre generazioni della famiglia Brasil, occupandosi ogni giorno delle pulizie, della cucina e dei bambini.

La sua giornata iniziava alle 4.30 del mattino con la preparazione della colazione e proseguiva con le faccende domestiche. Non ha mai frequentato la scuola, non ha imparato a leggere o a scrivere e non ha mai gestito denaro. I contatti con l’esterno erano estremamente limitati e, per decenni, non avrebbe più avuto rapporti con la famiglia d’origine.

Anche la madre della donna aveva lavorato nella stessa abitazione. L’isolamento iniziato durante l’infanzia ha reso particolarmente difficile il percorso verso l’indipendenza. La sessantaduenne non è abituata a muoversi da sola in città e teme la vita fuori dalla casa in cui è rimasta per quasi tutta la sua esistenza.

Per questa ragione le autorità hanno stabilito che, almeno temporaneamente, la donna continui a vivere nell’abitazione della famiglia mentre vengono ricostruiti i suoi legami familiari e organizzata una rete di assistenza. La decisione punta a evitare un allontanamento improvviso senza un sostegno adeguato, ma il reinserimento sociale richiederà un percorso graduale.

L’accordo economico prevede l’acquisto di un appartamento e il pagamento di 10 mila dollari come risarcimento. Gli inquirenti stanno inoltre verificando la gestione di eventuali sussidi pubblici destinati alla donna.

La famiglia Brasil respinge le accuse e sostiene che la ricostruzione delle autorità non rappresenti il rapporto di convivenza, cura e affetto sviluppato nel corso degli anni. Per gli organismi che hanno seguito il caso, tuttavia, l’assenza di salario, libertà personale, istruzione e autonomia configura condizioni assimilabili alla schiavitù contemporanea.

In Brasile la schiavitù è stata abolita nel 1888, ma lo sfruttamento lavorativo continua a essere segnalato sia nelle campagne sia nelle città. Nel 2025 le autorità hanno liberato 2.772 persone da condizioni considerate analoghe alla schiavitù, molte delle quali erano sottoposte a orari estenuanti, isolamento, minacce o privazione dei diritti fondamentali.

Tra i precedenti più conosciuti figura quello di Madalena Gordiano, liberata dopo aver trascorso quasi quarant’anni come domestica senza paga presso una famiglia benestante. La risonanza di quella vicenda ha contribuito ad aumentare le denunce di casi simili e a far emergere forme di sfruttamento nascoste per decenni all’interno delle abitazioni private.

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