Femminicidio Pamela Genini, in aula gli agenti intervenuti nella casa di via Iglesias
Gianluca Soncin torna davanti alla Corte d’Assise di Milano per il femminicidio di Pamela Genini, uccisa il 14 ottobre 2025 con 76 coltellate. In aula sono attesi gli agenti intervenuti in via Iglesias; l’imputato rischia l’ergastolo.
Gli agenti che entrarono nell’appartamento di Pamela Genini la sera del delitto sono attesi davanti alla Corte d’Assise di Milano. Il processo vede imputato Gianluca Soncin, 53 anni, accusato di avere ucciso la ventinovenne il 14 ottobre 2025 nella sua abitazione di via Iglesias, nel quartiere Gorla.
Secondo l’accusa, la giovane fu colpita con 76 coltellate dopo aver deciso di interrompere la relazione. Soncin deve rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla crudeltà e dal rapporto affettivo terminato. In caso di condanna rischia l’ergastolo.
La ricostruzione degli investigatori indica che l’uomo sarebbe entrato in casa utilizzando una copia delle chiavi e portando con sé un coltello. Pamela Genini, sorpresa dalla sua presenza, era al telefono con Francesco Dolci, amico ed ex fidanzato, che avvisò le forze dell’ordine dopo aver compreso che la donna era in pericolo.
Le deposizioni dei poliziotti serviranno a ricostruire i minuti dell’intervento, quanto accadde all’interno dell’abitazione e le condizioni trovate al momento dell’irruzione. Alcune fasi dell’aggressione sarebbero state udite o viste anche dai vicini, richiamati dalle richieste di aiuto provenienti dall’appartamento.
Accanto al procedimento milanese resta aperta l’indagine della Procura di Bergamo sulla profanazione della tomba della giovane nel cimitero di Strozza. Dal feretro è stata sottratta la testa della vittima, che non è ancora stata ritrovata. Francesco Dolci risulta l’unico indagato per vilipendio di cadavere e per i reati collegati alla sottrazione.
Dolci ha recentemente cambiato la propria squadra difensiva. L’incarico è passato all’avvocato Pierpaolo Cassarà, affiancato dal genetista forense Marzio Capra e dall’investigatore Ezio Denti. È stato invece revocato il mandato conferito in precedenza a Luciano Garofano.
Il nuovo gruppo di consulenti intende riesaminare gli atti, i risultati degli accertamenti scientifici e gli elementi raccolti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo. La difesa sostiene che nel fascicolo vi siano dati utili a dimostrare l’estraneità di Dolci alla profanazione e alla mutilazione del corpo.
Cassarà ha inoltre precisato che il suo assistito non risulta indagato per bancarotta o altri reati societari. La sua situazione economica sarebbe oggetto soltanto di controlli della Guardia di Finanza, distinti dall’inchiesta sulla tomba.
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