Barbara Bouchet premiata a Roma, dalla fuga da Hollywood alla rinascita con Finale: Allegro

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Barbara Bouchet riceve il premio alla carriera alla Casa del Cinema di Roma e racconta la fuga da Hollywood dopo una minaccia, il mancato ruolo con Tarantino e la rinascita artistica nel film “Finale: Allegro”, premiato nel 2026.

Barbara Bouchet
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Barbara Bouchet riceve il 13 luglio alla Casa del Cinema di Roma un riconoscimento alla carriera e torna a raccontare le tappe più difficili della sua vita professionale, dalla fuga da Hollywood alla lunga battaglia per liberarsi dall’etichetta di sex symbol. L’attrice è tra le protagoniste della 27ª edizione del Premio Internazionale Cinearti “La Chioma di Berenice”, ospitata nell’arena estiva di Villa Borghese.

Il premio, nato nel 1998 su iniziativa della CNA, celebra ogni anno le professioni artistiche e artigianali legate al cinema. Bouchet partecipa alla cerimonia anche come presidente della giuria chiamata a valutare le sedici categorie in concorso. Il riconoscimento arriva poche settimane dopo il Nastro d’Argento speciale assegnato per la sua interpretazione in Finale: Allegro, il film scritto e diretto da Emanuela Piovano.

Nella pellicola Bouchet interpreta Karina, una pianista anziana e omosessuale che ritrova l’amore accanto alla coetanea Elena. Per l’attrice il personaggio rappresenta l’occasione attesa per anni: un ruolo maturo, lontano dalle figure che l’avevano resa celebre nel cinema italiano degli anni Settanta e dei primi anni Ottanta.

Bouchet considera i premi ricevuti nel 2026 una rivincita dopo una carriera segnata a lungo dallo stereotipo della donna seducente. Pur senza rinnegare quel periodo, l’attrice ricorda di essere rimasta imprigionata in un’immagine che le impediva di ottenere personaggi diversi. A 39 anni decise quindi di fermarsi, convinta che fosse necessario interrompere quel percorso prima di poter ricominciare.

Il ritorno sul set non fu semplice. Nel frattempo la televisione aveva conquistato uno spazio sempre maggiore, mentre molti interpreti abituati al grande schermo continuavano a considerarla un mezzo secondario. Bouchet dovette accettare parti ridotte e ripartire gradualmente, mantenendo però l’obiettivo di tornare a interpretare ruoli più complessi.

La nuova fase della carriera ha trovato il suo punto più significativo in “Finale: Allegro”. Bouchet racconta di aver riconosciuto immediatamente nel copione la possibilità che cercava. La scelta di Emanuela Piovano, regista e produttrice del film, le ha permesso di mostrare un volto diverso e di affrontare temi come l’amore in età avanzata, la libertà personale, la malattia e il fine vita.

Nel corso degli anni l’attrice è stata celebrata anche da Quentin Tarantino, che l’ha indicata come una delle sue icone cinematografiche. Nonostante la stima dichiarata dal regista statunitense, i due non hanno mai lavorato insieme. Bouchet ricorda una proposta arrivata attraverso la segreteria di Tarantino per un personaggio francese, ruolo che non riuscì ad accettare perché non parlava la lingua.

L’attrice racconta di aver provato a studiare le battute, senza riuscire a raggiungere una padronanza sufficiente. Oggi scherza sull’episodio e sostiene che, davanti a una nuova chiamata, chiederebbe prima di vedere un contratto. Allo stesso tempo riconosce che l’ammirazione pubblica di Tarantino le ha portato una nuova generazione di spettatori, anche senza una collaborazione diretta.

Più drammatico è il ricordo degli anni trascorsi a Hollywood. Negli anni Sessanta Bouchet lavorava negli Stati Uniti, dove era cresciuta dopo aver lasciato l’Europa con la famiglia. La sua esperienza americana si interruppe dopo una minaccia ricevuta dall’avvocato di uno studio cinematografico, che le avrebbe prospettato la fine della carriera se non si fosse resa disponibile.

Quando comprese che l’uomo aveva realmente il potere di danneggiarla, Bouchet decise di andarsene. Si trasferì prima a New York e successivamente arrivò in Italia, dove costruì la parte più conosciuta della sua attività artistica. L’attrice descrive quell’episodio come una vicenda simile a quelle emerse molti anni dopo con il movimento MeToo.

Bouchet non ritiene che l’industria cinematografica sia diventata completamente sicura per le giovani attrici. A suo giudizio, gli squilibri di potere e la pressione esercitata su chi cerca un’occasione professionale non sono scomparsi. La maggiore attenzione pubblica ha reso alcune condotte più visibili, ma non avrebbe eliminato i rischi.

Nata nell’area che oggi appartiene alla Repubblica Ceca, in una famiglia di lingua tedesca, Bouchet ha vissuto tra Europa e Stati Uniti prima di stabilirsi in Italia. Definisce se stessa un’eterna immigrata e considera i continui spostamenti una fonte di forza. Roma è diventata la città in cui ha scelto di vivere e il luogo che oggi riconosce come casa.

Nel bilancio della sua carriera cita Mauro Bolognini e Martin Scorsese tra i registi che le offrirono la possibilità di allontanarsi dai ruoli più prevedibili. Quelle collaborazioni, tuttavia, non bastarono a cancellare lo stereotipo costruito attorno alla sua immagine, che continuò a condizionare le proposte ricevute.

Guardando al cinema contemporaneo, Bouchet sottolinea le difficoltà incontrate soprattutto dalle produzioni indipendenti. Registi e produttori giovani devono affrontare costi elevati, distribuzione limitata e una permanenza spesso brevissima dei film nelle sale. Anche un’opera come “Finale: Allegro”, priva del sostegno di una grande major, ha dovuto confrontarsi con spazi ridotti e una concorrenza molto forte.

Per il futuro l’attrice chiede soprattutto nuove storie dedicate alle donne della sua generazione. La vittoria di Aurora Quattrocchi ai David di Donatello per “Gioia mia” le ha dato la sensazione che qualcosa stia cambiando. Dopo oltre sessant’anni dal primo set, Bouchet non considera il premio alla carriera un punto di arrivo, ma la conferma di poter ancora trovare personaggi adatti alla sua età e alla sua esperienza.

FINALE ALLEGRO 2026 Trailer ufficiale del film di Emanuela Piovano con Barbara Bouchet

Video FINALE ALLEGRO 2026 Trailer ufficiale del film di Emanuela Piovano con Barbara Bouchet
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