Max Giusti tra The Wall e i 40 anni di carriera, il sogno di una serata con Gerry Scotti

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Max Giusti celebra oltre quarant’anni di carriera il 16 luglio alla Cavea di Roma e dal 13 luglio debutta con The Wall su Canale 5. Il conduttore racconta il nuovo show, il rapporto con Mediaset e il desiderio di lavorare con Gerry Scotti.

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Max Giusti festeggia oltre quarant’anni di carriera con un nuovo spettacolo alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e, pochi giorni prima, debutta alla guida di The Wall nel preserale di Canale 5. Per il conduttore e attore romano, luglio 2026 segna così l’incontro tra teatro e televisione, i due territori che hanno accompagnato gran parte del suo percorso professionale.

Lo show “40 e sto” andrà in scena giovedì 16 luglio. Giusti ricorda che il suo esordio risale alla stagione 1984-1985 e che, a conti fatti, gli anni di attività sarebbero già quarantuno. La celebrazione era stata immaginata per l’anno precedente, ma il progetto è stato rinviato e trasformato in un appuntamento costruito tra memoria, nuovi testi e personaggi del passato.

Lo spettacolo unirà materiale inedito e brani recuperati dagli ultimi quindici anni, riscritti per adattarli al presente. Non mancheranno imitazioni e parodie, elementi che hanno reso riconoscibile il suo repertorio. Giusti punta su un ritmo serrato e sul rapporto diretto con gli spettatori, considerati parte attiva della serata e non una presenza passiva davanti al palco.

Per l’apertura ha pensato a “Tarzan Boy” dei Baltimora, brano simbolo degli anni Ottanta e legato alla stagione dei suoi primi passi nel mondo dello spettacolo. Nel programma potrebbe esserci anche un ospite a sorpresa, ma il nome non è stato annunciato. L’unico indizio riguarda una persona che partecipò alla trasmissione in cui Giusti fece la sua prima apparizione televisiva.

La serata romana avrà anche un significato personale. Per la prima volta suo padre non sarà seduto tra il pubblico. Il conduttore ha raccontato di avere organizzato un gruppo di persone in grado di aiutare i genitori, ormai anziani. Una nuova responsabilità familiare che, secondo Giusti, ha modificato il suo modo di osservare la vita e di affrontare il lavoro.

La paura dei primi anni, invece, ha lasciato spazio all’esperienza. Oggi Giusti sostiene di riconoscere rapidamente quando una battuta non è adatta alla platea e quando conviene cambiare direzione. Tra i momenti decisivi della carriera indica le dieci serate al Teatro Sistina di Roma, considerate la conferma di essere riuscito a conquistare uno spazio stabile nel teatro italiano.

Tra le platee più impegnative cita Napoli, dove gli applausi durante lo spettacolo possono essere meno frequenti, ma il consenso finale arriva dopo una conquista graduale. Il suo obiettivo resta far ridere senza cercare scorciatoie. Anche il successo della stand-up comedy lo ha spinto ad aumentare la velocità dei monologhi e a eliminare le parti che rallentavano il ritmo.

Giusti affronta anche il tema dei limiti nella comicità. Per lui il rispetto non coincide con la censura: ritiene possibile parlare di tutto, purché si scelgano parole, tono e situazione adeguati. Non vuole utilizzare una battuta per mettere in discussione conquiste sociali maturate nel tempo e preferisce affidarsi alla propria coscienza prima di decidere cosa portare sul palco.

Dai suoi spettacoli sono quasi scomparse le riflessioni più solenni sull’attualità, un tempo collocate prima del finale. Giusti non si considera nella posizione di indicare al pubblico come vivere o quale opinione adottare. Descrive con preoccupazione il mondo contemporaneo e il futuro lasciato ai figli, ma preferisce esporre il proprio punto di vista senza trasformarlo in un proclama.

Il racconto della sua carriera parte dal quartiere romano del Trullo, dove è cresciuto come figlio unico in una famiglia di lavoratori. Lasciò presto gli studi e in seguito dovette rinunciare alla versione inglese di “Aggiungi un posto a tavola” destinata al Covent Garden perché non padroneggiava abbastanza la lingua. Anche per questa esperienza ha scelto una scuola internazionale per i figli.

Nel corso degli anni ha accettato progetti molto diversi, definendosi un professionista curioso ed entusiasta. Tra le esperienze meno adatte alle sue caratteristiche indica “Stile libero Max”, programma nel quale avrebbe dovuto realizzare scherzi telefonici aggressivi. Giusti ammette di avere imparato soltanto con il tempo a rifiutare le proposte lontane dalla propria sensibilità.

Il nuovo capitolo televisivo comincerà lunedì 13 luglio alle 18.45, quando Max Giusti guiderà The Wall su Canale 5. Il ritorno del quiz arriva dopo il passaggio a Mediaset, avviato con “Caduta libera” e proseguito con la nuova edizione di “Scherzi a parte”. Quest’ultimo programma ha debuttato con il 26% di share e ha ottenuto una media superiore al 23%, risultati che hanno portato alla conferma per la stagione successiva.

Giusti descrive il periodo a Mediaset come un sogno inatteso. A Cologno Monzese ha trovato un ambiente organizzato per sostenere chi lavora negli studi, con servizi che comprendono asilo nido, mensa, ristorante, libreria, tintoria e negozi. Tra le persone che considera decisive cita Pier Silvio Berlusconi, al quale riconosce una precisa visione editoriale.

Un ruolo importante è stato svolto anche da Gerry Scotti. Durante la preparazione di “The Wall”, Scotti accompagnò Giusti ad Atene per la registrazione del numero zero. Da quel gesto è nato un legame professionale che il conduttore vorrebbe trasformare in una serata televisiva comune, anche sotto forma di evento speciale.

Giusti ricorda inoltre il sostegno ricevuto da Paolo Bonolis. Fu proprio Bonolis, durante un incontro al Sistina, a raccontargli di avere parlato positivamente di lui con i dirigenti Mediaset. Il conduttore riferì subito la notizia alla moglie, senza immaginare che nel giro di un anno avrebbe ottenuto programmi e spazi così rilevanti nella rete.

Accanto alla televisione resta aperto il capitolo del teatro. Tra i progetti in discussione c’è il ritorno al Sistina con “Il Marchese del Grillo”. Gli impegni tra palcoscenico e studi televisivi potrebbero invece lasciare poco spazio al cinema, dove Giusti ha interpretato da protagonista “Appena un minuto”, “La seconda chance” e “Dicono di te”.

Tra questi lavori, considera “La seconda chance” quello che gli ha dato maggiore soddisfazione. Nel film interpreta un professore di latino, ruolo che ha vissuto anche come una rivincita personale dopo le difficoltà scolastiche. Di altre pellicole aveva firmato anche la sceneggiatura, mentre in questo caso ha potuto concentrarsi interamente sul personaggio scritto da altri.

Non esclude in futuro una serie televisiva, mentre conserva un ricordo positivo dell’esperienza radiofonica con “Radio2 SuperMax”. Sul possibile coinvolgimento nei test di altri programmi storici Mediaset, compreso “Ok, il prezzo è giusto”, non fornisce conferme. Tra i titoli che più ha amato nella storia della televisione sceglie invece “Portobello”, pur escludendo di volerne condurre un nuovo adattamento.

Resta infine il richiamo del Festival di Sanremo. Giusti ammette che sarebbe difficile rifiutare una proposta, qualora arrivasse insieme all’autorizzazione di Mediaset. Per ora, però, preferisce concentrarsi su “The Wall”, sul ritorno di “Scherzi a parte” e sulla serata del 16 luglio alla Cavea, dove ripercorrerà quarant’anni di risate, imitazioni e spettacoli dal vivo.

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