Femminicidio a Loreto, Luigia Fortunato uccisa a 33 anni: fermato l'ex compagno
Luigia Fortunato, 33 anni, è stata uccisa a coltellate nell’appartamento di via Bramante a Loreto. I carabinieri hanno fermato l’ex compagno, che avrebbe confessato; il figlio della coppia, al momento del delitto, era con la nonna.
Luigia Fortunato, 33 anni, è morta dopo essere stata colpita più volte con un coltello nella sua abitazione di Loreto, in provincia di Ancona. Per l’omicidio i carabinieri hanno fermato l’ex compagno della donna, un uomo di 35 anni dal quale la vittima aveva avuto un figlio.
L’aggressione è avvenuta nella serata di giovedì 9 luglio, in un appartamento al quinto piano di una palazzina al civico 194 di via Bramante. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, ancora da completare, tra i due sarebbe scoppiata una lite legata alla fine della relazione e alla gestione del bambino.
Dopo l’accoltellamento, l’uomo sarebbe sceso in strada con gli abiti sporchi di sangue. Alcuni residenti, vedendolo barcollare e apparire sotto choc, si sono avvicinati pensando che fosse rimasto ferito. Il trentacinquenne avrebbe invece riferito di avere appena ucciso l’ex compagna.
Le telefonate al numero unico di emergenza 112 sono arrivate intorno alle 22.30. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, un’ambulanza della Croce Rossa di Loreto e il mezzo medicalizzato proveniente da Recanati. I sanitari hanno trovato Luigia Fortunato a terra nel corridoio dell’abitazione, ancora agonizzante e con numerose ferite.
I tentativi di rianimazione non sono riusciti a salvarla. Le lesioni provocate dall’arma da taglio si sono rivelate troppo gravi. Il coltello utilizzato nell’aggressione non era con l’uomo quando è stato bloccato e gli accertamenti dovranno stabilire dove sia stato preso e ricostruire con precisione la dinamica del delitto.
L’ex compagno non avrebbe opposto resistenza al fermo. I militari lo hanno accompagnato nella caserma di Porto Recanati, dove è stato interrogato. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti nell’appartamento e l’ascolto delle persone informate sui fatti.
La vittima era originaria di Foggia ma viveva da tempo a Loreto. Lavorava come cameriera e in passato aveva prestato servizio anche a Castelfidardo. Al momento dell’omicidio, il figlio della coppia si trovava con la nonna materna e non ha assistito all’aggressione.
Gli investigatori stanno verificando anche i rapporti tra i due dopo la separazione. In base alle informazioni raccolte nelle ore successive al delitto, l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione e avrebbe insistito per vedere più spesso il bambino. Questi elementi restano al centro delle indagini per chiarire il movente e ciò che è accaduto prima dell’accoltellamento.
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