Roberto Berti morto a Castel d'Aiano, il 118 esclude la caduta accidentale

Notizia in breve

Nel processo per la morte di Roberto Berti a Castel d’Aiano, la testimone del 118 ha escluso la caduta accidentale: le ferite e la scena con sangue e cocci sono ritenute incompatibili con il racconto della moglie imputata.

Bologna
Roberto Berti morto a Castel d'Aiano, il 118 esclude la caduta accidentale
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Le ferite trovate sul volto di Roberto Berti non sarebbero compatibili con una semplice caduta. È uno dei punti emersi davanti alla Corte d’Assise di Bologna nel processo a carico di Leda Stupazzoni, 82 anni, accusata di avere ucciso il marito il 23 novembre 2024 nella frazione Razora di Castel d’Aiano, sull’Appennino bolognese.

A riferirlo in aula è stata Anna Esquilini, dottoressa del 118 intervenuta dopo la richiesta di soccorso. La testimone ha parlato di ferite da taglio e di elementi presenti sulla scena che, secondo la sua valutazione, non coincidevano con l’ipotesi di un incidente. Tra questi, un vaso di coccio rotto trovato distante dal corpo e una grossa macchia di sangue.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, sostenuta dalla pm Beatrice Ronchi, Berti non sarebbe morto cadendo dal tetto di un capanno o da una scaletta, ma sarebbe stato colpito con frammenti di coccio. La moglie, presente in aula, ha sempre respinto ogni addebito e continua a dichiararsi innocente.

Durante l’udienza sono stati ascoltati sei testimoni dell’accusa. Oltre alla dottoressa del 118, hanno deposto due infermiere intervenute quel giorno e tre carabinieri impegnati nelle indagini. Tra loro anche Andrea Reali, comandante del nucleo Radiomobile di Vergato, che ha ricostruito la scena del ritrovamento.

In aula è stata fatta ascoltare anche la telefonata con cui Stupazzoni chiese l’intervento dei soccorsi. Nella registrazione la donna spiegava che il marito era caduto da una scaletta ed era morto dissanguato, aggiungendo che c’era molto sangue sul posto.

La difesa, affidata agli avvocati Antonio Petroncini e Valentina Di Loreto, sostiene una tesi diversa da quella della Procura e ipotizza che Roberto Berti possa essere stato ucciso da un’altra persona. Il processo riprenderà il 16 settembre con gli ultimi testimoni e i consulenti della Procura. Altre udienze sono già fissate per il 6 ottobre, il 25 novembre e il 16 dicembre.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Il piccolo Marcus morto al nido a Parma, l'autopsia esclude responsabilità delle maestre Marcus è morto a Parma durante il riposo al nido per una grave broncopolmonite virale.

Il piccolo Riccardo morto a 5 mesi dopo la caduta, indagine per omicidio e cuore donato Riccardo è morto a cinque mesi dopo una caduta dalle scale causata, secondo la madre, da un malore improvviso.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Bologna'