Mario Adinolfi ai domiciliari, chi è il giornalista e leader del Popolo della Famiglia

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Mario Adinolfi è agli arresti domiciliari con l'accusa di truffa ed evasione fiscale nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma. Il giornalista e leader del Popolo della Famiglia è noto per l'attività politica, il cattolicesimo militante e la passione per il poker.

Mario Adinolfi
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Mario Adinolfi, 55 anni, è agli arresti domiciliari con l'accusa di truffa ed evasione fiscale nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Roma. L'indagine riguarda un presunto sistema di raccolta di denaro da privati collegato alle scommesse sportive, mentre tra le contestazioni figura anche una presunta evasione fiscale.

Romano, giornalista professionista e volto molto noto del dibattito pubblico italiano, Adinolfi ha costruito negli anni un profilo caratterizzato da frequenti interventi su temi politici, religiosi e sociali. Parallelamente ha raccontato più volte la propria passione per il poker, definendolo una parte importante della sua vita e spiegando di aver ottenuto consistenti guadagni grazie all'attività di giocatore professionista.

Figlio di un attore e dirigente pubblico e di madre australiana, si è laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma. Gli esordi nel giornalismo sono arrivati sulle pagine di quotidiani cattolici e attraverso Radio Vaticana. Dal 1997 ha lavorato al TG1, per poi firmare e condurre programmi televisivi e radiofonici.

La sua esperienza politica è iniziata nella Democrazia Cristiana per poi proseguire nel Partito Popolare Italiano, dove nel 1993 entrò nell'Assemblea costituente diventandone uno dei componenti più giovani. L'anno successivo fu eletto presidente nazionale dei Giovani Popolari e successivamente fece parte dell'esecutivo del partito.

Nel 2001 fondò il movimento Democrazia Diretta e si candidò a sindaco di Roma, ottenendo un risultato elettorale molto limitato. In seguito promosse l'associazione Generazione U e partecipò alla nascita del Partito Democratico, candidandosi alle primarie del 2007. Entrò nell'assemblea costituente del partito, fece parte della direzione nazionale e nel 2012 divenne deputato subentrando a Pietro Tidei, eletto sindaco di Civitavecchia.

Dopo l'uscita dal PD, maturata per contrasti politici interni, Adinolfi fondò nel 2016 il Popolo della Famiglia, formazione ispirata ai principi del cattolicesimo e della difesa della famiglia tradizionale. Il movimento non è riuscito a ottenere risultati elettorali significativi, ma gli ha garantito una costante presenza nel dibattito pubblico.

Nel 2022 ha dato vita alla coalizione Alternativa per l'Italia insieme a Simone Di Stefano, proponendo un programma fortemente critico nei confronti del governo guidato da Mario Draghi, del certificato Covid dell'Unione europea e della linea atlantista. Anche questa esperienza politica non ha prodotto risultati rilevanti alle urne.

La notorietà di Adinolfi resta legata soprattutto alle sue campagne sui temi etici, alla difesa della famiglia tradizionale, alle posizioni espresse in favore di Israele e alla partecipazione a manifestazioni pubbliche su immigrazione e sicurezza, oltre alla vicinanza mostrata negli ultimi tempi verso alcune proposte politiche del generale Roberto Vannacci.

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