Giuseppe Cruciani, la sfida su Milano e il ricordo di Sgarbi tra politica e provocazioni

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Giuseppe Cruciani racconta il suo rapporto con Milano e la politica locale, difende il modello della provocazione che caratterizza la sua carriera e ripercorre episodi personali, dal legame con Vittorio Sgarbi ai vent'anni della trasmissione radiofonica La Zanzara.

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Giuseppe Cruciani torna a parlare di politica, ma senza annunciare una candidatura. Il conduttore radiofonico racconta che in passato Matteo Salvini gli aveva prospettato la possibilità di correre per la guida di Milano, un'ipotesi che oggi definisce improbabile. Ammette però che, se dovesse mai impegnarsi nelle istituzioni, sceglierebbe l'amministrazione comunale, perché ritiene sia il livello più vicino ai problemi quotidiani dei cittadini.

Parlando del capoluogo lombardo, Cruciani spiega di conoscere il sindaco Giuseppe Sala anche grazie ad amicizie comuni. A suo giudizio la gestione della sicurezza è stata affrontata con troppa leggerezza e critica il centrodestra, accusandolo di non essere riuscito a individuare un candidato realmente competitivo. Secondo lui servirebbe una figura capace di stare tra la gente e confrontarsi direttamente con le esigenze dei quartieri.

Nel suo nuovo libro affronta anche temi politici e sociali. Sul patriarcato sostiene che oggi esista soltanto in forma residuale e invita chi ritiene il problema ancora diffuso a concentrare l'attenzione sui Paesi nei quali, a suo dire, le discriminazioni verso le donne sono ancora sistematiche. Ribadisce inoltre la propria contrarietà alle quote di genere e al reato di femminicidio.

Il conduttore si sofferma anche su Elly Schlein, spiegando che sarebbe pronto a sostenere una proposta sul matrimonio egualitario ispirata al modello spagnolo qualora diventasse uno dei principali punti del programma del Partito Democratico.

Tra le persone raccontate nel libro figura anche Massimo Boldi, che Cruciani definisce una vittima di eccessi legati al politicamente corretto. Ricorda infatti le polemiche nate dopo alcune dichiarazioni dell'attore e il mancato coinvolgimento come tedoforo alle Olimpiadi invernali, episodio che considera ingiustificato.

Uno dei passaggi più personali riguarda Vittorio Sgarbi. Cruciani ricorda di averlo incontrato nei primi mesi del 2025, quando le sue condizioni di salute erano particolarmente difficili. Racconta una visita privata nella casa romana del critico d'arte, descrivendola come un momento intenso e toccante, e confessa di preferire ricordarlo negli anni in cui era protagonista della vita mondana e delle sue celebri eccentricità.

Rievoca anche un episodio ironico avvenuto tempo prima, quando durante una serata avrebbe tentato di unirsi scherzosamente a un gruppo di donne che accompagnavano Sgarbi. Il critico, racconta Cruciani con tono divertito, gli fece capire che non era il benvenuto, trasformando quell'episodio in uno dei ricordi più curiosi del loro rapporto.

Il giornalista celebra infine i vent'anni della trasmissione La Zanzara, spiegando che il tratto distintivo del programma è sempre stato il clima di assoluta libertà. Sottolinea anche il valore del lavoro condiviso con David Parenzo e la capacità della trasmissione di raccontare personaggi e realtà spesso lontani dai circuiti tradizionali dell'informazione.

Ripercorrendo la propria carriera, cita tra i modelli professionali Giuliano Ferrara e Vittorio Feltri, riconoscendone alcune intuizioni comunicative, pur spiegando di aver guardato soprattutto al modo di fare informazione e dibattito sviluppato negli Stati Uniti.

Infine parla delle sue abitudini personali. Racconta di aver corso 23 maratone, di consumare un solo pasto al giorno, generalmente la sera, e di aver sostituito la corsa con lunghe camminate quotidiane. Le vacanze in montagna restano il momento che attende con maggiore impazienza, tra escursioni e soste nei rifugi alpini.

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